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A proposito del “vecchio scarafaggio”

Gentile signora Gemma,

ricordo bene il nostro incontro alla Casa di Dante e la ringrazio per avere partecipato. Ho sempre ammirato la forza epica e poetica di suo marito, purtroppo non ho mai avuto il piacere di conoscerlo personalmente. Tempo mi fa mi arrivò questo suo libro con una dedica che mi colpì, ma che non capii interamente se non dopo la lettura del libro stesso. Mi chiedeva se "un vecchio scarafaggio" come lui avrebbe potuto sperare in un cenno su quella sua poesia. Volentieri me ne sono occupata, redigendo una scheda (per ragioni editoriali non si possono superare le 10 righe) che è stata puntualmente pubblicata sul n.46 della rivista Gradiva. Non so se avrà avuto la possibilità di leggerla. E non ho fatto in tempo ad avvisarlo, non avendo a portata di mano qualche suo indirizzo. Quando ho saputo della sua morte, mi sono quasi sentita in colpa... Spero che in qualche modo (non certo in forma di scarafaggio, ma di quella Abbagliante e misteriosa Luce cui anelava) possa ancora sentire che la sua bella poesia non è stata trascurata da me.

Grazie anche di avermi dato la possibilità di inviare a lei queste poche, ma veramente sentite righe.

Un caro saluto e spero di incontrarla di nuovo presto,

Annalisa Macchia

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