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Il solfeggio della vita

 

Nella poesia di Maria Antonia Maso Borso si intrecciano, con tenera misura e insieme sottilissima ironia, tre livelli: l’immagine del passato, il riconoscimento d’amore e la ricomposta testimonianza del presente. E i tre livelli coesistono in un discorso di piena maturità umana ed espressiva che conosce e pratica, nel continuo reciproco rispecchiamento, accanto all’esperienza della vita il gioco dell’intelligenza e i riferimenti della cultura.

In questo suo ultimo libro intitolato Solfeggio (Biblioteca dei Leoni), il filo della memoria recupera dal passato le immagini strappate al trascorso e care alla fantasia e al cuore, scene aperte in quadri di stagione con riferimento sempre a dettagli concreti e puntuali.

L’altro da sé, come interlocutore del possibile svolgimento, è la recuperata figura che consente il riconoscimento, che dà magari inquietudine, nell’instabile equilibrio quotidiano, ma anche gioia ed esaltazione come unico spiraglio dagli spazi assediati della vita. Di qui, il rapporto con un tu, inseguito, toccato, ricomposto nel ricordo o nel sogno di alcune poesie oppure l’argomento teorico e astratto occasione di interrogazioni e spunti riflessivi in altre.

Infine la voce netta, nella ricomposta testimonianza del presente. Le circostanze della storia sono le occasioni in cui si misura l’uomo, sulle quali esercita il suo giudizio, tra le quali opera le sue scelte indipendentemente da tutto, capace di fornire un’indicazione di percorso a sé e agli altri. Ottima raccolta, piena di suggestioni e di suggerimenti di cui siamo grati a Maria Antonia Maso Borso, nel ricordo dei suoi versi dialettali del precedente libro Gate gate gate.

“Il quotidiano”, 8 febbraio 2014

 

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