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Alfa e omega è un’interessante raccolta di poesie da leggere e rileggere per penetrarle con la mente e il cuore, meditarle ed arrivare fino al nucleo per bere fino in fondo l’essenza del messaggio e godere appieno dell’omogeneità, di forma, parole, ritmi, pause in un’armonia che attrae il lettore, lo emoziona, lo impegna, lo invade fino a renderlo coautore, nella tensione di calarsi negli stati d’animo che ne hanno sollecitato il dettato poetico.

Il titolo già da solo fornisce una prima chiave di lettura e d’interpretazione dell’opera che, pure, nella sua interezza, si presenta ad una prima lettura in una forma di “chiusura a riccio” che impedisce di entrare agevolmente nelle tematiche condotte secondo una linea concettuale. Alfa e omega, prima e ultima lettera dell’alfabeto greco diventano per il poeta metafora di inizio e fine, luce e buio, vita e morte, gioia e dolore, sogno e realtà, speranza e disillusione, in un percorso esistenziale nel tempo che si snoda per tre passaggi nodali obbligati: passato, presente e futuro allacciati e interdipendenti, un percorso esistenziale durante il quale il presente diventa l’attimo fuggente che si trasforma subito in passato e si proietta, come luce di stella già morta ma ancora in grado di illuminare, nel futuro. La vita di ogni essere o cosa creata, a livello cosmico, nel suo esistere, diviene e si trasforma: nasce, vive, finisce, rinasce in una visione cristiana di eternabilità. Il punto omega come fine d’ un percorso diventa… nuovo inizio e l’intuizione di una corporeità anteriore alla coscienza si pone su una parabola di ritorno che procede al contrario, tornando al punto iniziale.

Alfa e omega, due punti di una “memoria millenaria”, quindi si compongono, si allacciano, si identificano nel binomio vita-morte in una visione escatologica di valenza cristiana, a tratti panteista, proiettata nell’eternità: Ma perché ti immagini un Dio remoto? | E se fosse parte di noi | essere sempre presente che mai ti abbandona | che nella tempesta ti riprende il timone …

Pur restando lontano da condizionamenti di tipo filosofico, le liriche si pongono in uno stile talvolta impenetrabile, quasi l’autore avesse voluto a priori tenerle lontane da interpretazioni troppe semplicistiche e proporle in una forma che, pur nella sua originalità, si rifà al migliore Ermetismo con l’uso di un linguaggio che non necessita di opportune scelte metriche, rifiuta il peso di ornamenti e punta al valore assoluto della significazione, in conseguenza anche di una scelta formale basata sull’essenzialità della parola che va a captare le folgorazioni del sentire e le essenzializza nel dettato poetico nel segno appunto dell’ oscurità e di una leggibilità arcana e misterica. La poetica di Pietro Nigro nasce dalla percezione di mancanze di risposte alla sua ricerca di verità, alla sua sete insaziabile di sapere, di penetrare nel mistero che avvolge tutto l’esistente, di vuoti esistenziali che vanno a interrompere il flusso di simbiosi vitale tra il suo io pensante e l’io collettivo che gli ruota intorno, determinando nel poeta una condizione d’angoscia che trova conforto solo in una solitudine cercata ma dolente in cui i pensieri si fanno natura in volubili astri | acqua di pioggia e fragore di folgori || vento di monti e brezza di mare || verdi di campi | voli d’uccelli in liberi spazi | dove il sogno diventa la luce illuminante. Il poeta guarda la realtà delle cose con un atteggiamento capace di leggerne il senso nascosto, la dolcezza, l’incanto di luoghi e situazioni importanti o talora marginali rivestendoli di un sentimento malinconico e nostalgico dell’essere, permeato dalla precarietà di un modo di vivere falsato nell’essenza, spesso svuotato di quella significazione che conferisce valore etico alla vita stessa e ne custodisce il germe vitale, modello preesistente ed eternamente valido.

La natura diventa palcoscenico dell’avventura esistenziale per il poeta ed è rappresentata da immagini dipinte con sensibili tocchi di cromìe, talora rivestiti di un velo di sensualità, quasi si trattasse di una donna, una dea opulenta, in uno specifico riferimento alla sua meravigliosa Sicilia, la sua isola solare, terra baciata dal vento della cultura classica dove | il caldo vento di mare | insinua braccia in filari di vigne | e fitte fronde di ulivi; | spalancato un corpo in eccitante attesa | ritma cantilene, sapore greco antico | d’Eschilo e di Pindaro, | di Teocrito, Simondie e Bacchilide. | Il senso della solitudine e della malinconia per il tempo che passa e tutto trasforma investe uomini e cose, assurge a sentimento cosmico: | Io sono sempre qui | fermo al tuo sapore di giovinezza | di frutta fresca. | Eppure gli aranci | sono vecchi ormai | ma non hanno smarrito | il loro senso antico | rimuginano pensieri … |. Il passato vive nel poeta con i suoi valori, con la sua cultura e, nell’evocazione, diventa carezza, nostalgia che permea e diviene per lui occasione di meditazione e di crescita interiore: Pianoforte scordato, scorato, abbandonato | pianoforte solitario a fare eleganza all’occhio | smania di una sensuale arte d’amore … | E quadri, quadri che schiudono spazim | velati orizzonti dietro colonnati d’alberi | su terre forti di vetusti collo | che nascondono pietre di memorie.

Lo stile apparentemente difficile e chiuso di Nigro, nell’impostazione di una forma ermetica alla maniera montaliana, l’uso della sinestesia e dell’analogia insieme all’approfondimento di esperienze interiori a tratti confessati con pudore contraddistinguono le poesie presenti nella raccolta Alfa e omega insieme ad una raffinata capacità versificatoria che evince dalla maniera di usare tanto il significato semantico quanto il suono e il ritmo che essi sanno imprimere ai versi, realizzando un’armonia che conferisce all’opera spessore artistico e mette in luce una interiorità incorrotta.

Pietro Nigro, pur tra tanti rimpianti e disillusioni, attraverso la sua poesia, sa creare icone nell’immaginario per sopperire al vuoto esistenziale diffuso intorno, raccogliendo in sé per tradurli in versi, folgorazione di bellezza, sogni indomiti, sconfitte e battaglie vittoriose capaci di coinvolgere il lettore e trasportarlo in una dimensione di eticità per il messaggio di speranza e di amore universale che punta ad esprimere”

Recensione
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