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Ritorno al tempo che non fu

Le infinite vie dell’arte sanno a volte confondersi ed intrecciarsi, dando vita a nuovi elementi. E’ un tornado di emozioni che trova rifugio nel libro d’esordio Ritorno al tempo che non fu di Alessandro Pierfederici. [... ...]

L’autore del romanzo, noto musicista, nella sua “opera prima” racconta di un viaggio intrapreso da un giovane, insoddisfatto sia in campo lavorativo che sentimentale. Proprio questa frustrazione e delusione verso la vita, lo porterà a compiere un gesto estremo, interrotto da un significativo segnale. Dopo numerosi eventi, un incontro in particolare cambierà la sua esistenza. E così il viaggio intrapreso non sarà solo terreno, ma introspettivo, volto al passato. E’ dai ricordi e dai valori con cui si è cresciuti, che bisogna ripartire per risolvere il proprio disagio. “Scritto come su uno spartito, il libro focalizza l’attenzione su un uomo e sul suo cammino verso la redenzione e la salvezza. E’ un viaggio in cui avviene la sovrapposizione di tempo presente e passato, con accenni alla fiaba e all’esoterismo in cui l’uomo ripercorre la sua vita per realizzare una rinascita” (Marisa Pumpo Pica). La musica, primaria passione dell’autore, è spesso presente all’interno del romanzo, non nella sua pura essenza, ma nel ritmo di lettura. Figlie della stessa madre-arte, combinandosi tra loro, suscitano suggestioni inedite.

8 aprile 2012

Recensione
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