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Paesaggio condominiale

La nostra casa, le nostre case, le finestre, i terrazzi, il fuori, alberi, gatti, rondini, bucati tesi, muretti, cortili, montagne intraviste e avvertite per il vento che ci raggiunge.

Le cose in casa, ordinate e non, piccole e grandi, utili e decorative, i muri, le piastrelle, i quadri, eccetera, tutto ha vita, anche il numero civico. Tutto questo e tanto altro anima un “paesaggio condominiale” come un atto unico, un entracte, una performance di colori, un’azione scenica, un’installazione, un giro di quinte e scenari.

E poi, gatti acrobati fra le antenne della tv, cani duettanti, duellanti.

Ancora, condòmini un po’ chagalliani, figure immaginate fra quinte di cartapesta di muretti, giù, dei cortili. E tutto questo al tepore della casa, al variare delle stagioni, perché il dentro è fuori e viceversa.

E’ possibile tutto questo? E’ possibile se viviamo la vita con leggerezza anche in un normale condominio che, a ben vederlo, normale non è perché finisce per essere come una vacanza quotidiana.

Come gli intrecci dei voli delle rondini che sembrano acrobati di un circo dove “non paga il biglietto / chi ha sogni di Circo / e vaga con le nuvole”.

Una vacanza da cosa? Dalla cecità di chi ha lo sguardo grigio e sintetico perché vede tutto come se fosse dovuto e abitudinario, da usare.. Ma come si fa a rendere abitudinari i fiori che crescono nella nostra casa, che ieri erano due fili d’erba e oggi ci ringraziano col loro sfarzoso sorriso come persone fra le nostre mura? O come si fa a non avvertire l’improvviso diorama di una poltroncina girevole?

Mariagrazia Carraroli, con i suoi versi epigrammatici che dipingono nello scrivere, e Luciano Ricci con i suoi carboncini interpretativi ce lo dicono e ce lo insegnano nel libro “Paesaggio condominiale”.

Facciamo una prova:

Dove sei stato oggi?

Al vento di Monte Morello e ho accostato un po’ le finestre, per il riscontro. In che via abiti?In via Santa Maria che è come una preghiera (come andare a messa)

Come non ricordare la poesia delle cose di Corrado Govoni, accostate per pudore in modo da cogliere meglio la vita o la libera associazione di idee del surrealismo di Breton che dà luogo a una realtà immaginaria più vivibile di quella usuale?

Grandi Mariagrazia e Luciano: ad amar/ci. la vita, un caleidoscopio che sempre stupisce.

Recensione
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