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Cerco un pensiero

Se dovessi usare un sostantivo per caratterizzare la poesia di Daniela, sceglierei la parola leggerezza. Leggerezza del tratto con cui disegna le sue immagini, rivisitate dal ricordo, che restituisce magia di vita ad un ricciolo d’argento che si affida alla brezza o ad un’ombra che recupera consistenza con la complicità de “l’oleandro e la mimosa”. La parola si veste di ali di farfalla nel suo vago andare e può promettere il miracolo di nuovi voli su petali di rose. Orizzonti che si allargano via via come cerchi eco uno dell’altro nelle acque di un lago. Perfino gli occhi possono viaggiare attraverso le tinte di un delicato acquerello, di lontano sapore impressionista. Come in Non disperarti anche in Cerco un pensiero è l’anima che tenta le strade per arrivare ad un approdo di senso, chiedendo ai tempi della notte una scansione di ragione della vita. Sfidando la logica delle direzioni, come un veliero audace, il pensiero può sognare di superare le onde dei propri mari per entrare nel mistero degli eventi.

Recensione
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