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Gli scrittori che hanno unito l'Italia

Si tratta di una vera e propria Antologia della Letteratura Italiana costruita sull’interessantissimo e prolifico file rouge dell’Unità nazionale: si comincia ovviamente dal gran padre Dante e si arriva – per restare agli autori cari al Clsd – al Foscolo, al Leopardi e al Pascoli, passando per profili come Gabriele Rossetti (padre di Dante Gabriel, uno dei fondatori della mirabile confraternita dei Preraffaelliti), Giuseppe Ungaretti (che aderì di buon grado, per sincera simpatia verso il nostro Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, alla mitica “Repubblica d’Apua”), Filippo Tommaso Marinetti (che al Golfo della Spezia dedicò uno dei suoi Aeropoemi) e come Eugenio Montale, il gigante della poetica essenziale ispirata dal paesaggio unico delle Cinque Terre. Ma vediamo con piacere anche una bella pagina dedicata a Sem Benelli, l’autore della Notte sul Golfo dei Poeti, l’opera che ha dato il nome a uno dei luoghi più famosi del mondo: noi di Lunigiana gliene siamo immensamente grati. Manca, semmai, in questo ottimo Parnaso di Carmelo Ciccia un altro personaggio notevole come Ettore Cozzani, fondatore de l’Eroica, autore del mirabile Poema del Mare, pregno di slanci idealistici da vero innamorato della Patria, ma non possiamo certo farne una colpa: il libro di Carmelo Ciccia va senza dubbio inteso come un primo, ottimo e originalissimo contributo alla letteratura patriottica, un lavoro di alto respiro e valore nazionale. Dal libro di Carmelo Ciccia si avverte chiaramente come l’ars poetica nostrana trova proprio nell’ideale italico il palpito più autentico e profondo e di certo non mancheranno in futuro molte utili implementazioni.

Si è scritto molto bene, a proposito di quest’opera, che essa tende ad instillare ai lettori “un sentimento di appartenenza che nel presente tempo di nullificazione e di relativismo tentacolare è andato purtroppo spegnendosi sempre più”: ai nostri lettori parranno ora ben chiare le ragioni del nostro plauso. Non solo: molto significativamente, nella Conclusione del libro, l’Autore stesso scrive: «Ora la difesa dell’identità nazionale impone soprattutto la difesa della lingua italiana, perché è proprio la lingua la prima espressione dell’identità nazionale. La massiccia e indiscriminata assunzione di termini angloamericani, spesso non necessari, lentamente ma inesorabilmente sta alterando il nostro idioma». È un impegno titanico, di cui da anni si fa interprete la Società Dante Alighieri, a cui anche Ciccia è, non a caso, molto vicino, e che vede partecipe convinto il Clsd: difendere la lingua italiana significa difendere la Divina Commedia, voce salvifica del III Millennio. Per contro, attaccare la lingua italiana, significa attaccare la Divina Commedia e con ciò il futuro dell'Italia medesima e dell’intera cultura occidentale. Si comprende molto bene, qui, come la continua imposizione dell'inglese che si registra ad ogni livello burocratico nel nostro Paese, soprattutto nelle Università, sia una diversa espressione del medesimo fenomeno di antidantismo che abbiamo osservato negli ultimi anni nelle pubblicità delle carte igieniche e in certi appelli settaristici mossi recentemente in sede Onu.

Carmelo Ciccia è un italiano vero, che resiste fieramente. Con lui, e con i molti altri come lui, il Clsd starà sempre saldamente al fianco.
Recensione
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