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Albe e tramonti

Verso l'Atlantico

Nell’anchilosato arcobaleno in Cornovaglia
resta muta la luce.
Dondola tra i fili erbosi di un giardino
ove il coraggio della notte
sbaragliata dal selvaggio che nel cielo.
Il chiarore giunge ad un terreno secco,
alle fessure nere del profondo,
all’erba cespugliosa del contorno
seppure imbellettata dalla cipria dei sassi.
Ma al giungere dell’acqua ombrosa
la terra lascia gli sterili lamenti,
ed un odore di erbe sudate
sciolgono in nuova luce
quel sentore di pazienza
che come canto esalta sgorgando al vento,
e poi si perde in un abbacinante luce serotina
che l’oceano inghiotte controluce.

Stelle del mattino

Lo squarcio nell’azzurro tra le nubi
sembrava un foro dentro al cielo
quando questo freddo, nel tepor del caldo,
mi attardava col suo enigma.
 
Tra le stelle di passaggio
odoravano d’affetto gli abbracci trasparenti
mentre l’evanescente incenso
di un bacio
lasciava sulle guance
il sigillo del saluto
e non distinguevi pi l’uno dall’altro.
 
Oggi frattanto s’aggruma sul cuore che traballa
il vulno sanguinante
con la febbre che non passa.
Tale la folata di vento
che dovrebbe spegner quel fuoco,
ma lo attizza nuovamente.
 
Trovo al sorgere del sole
questi messaggi tuoi
che solcano l’aria nel fondo della notte
e leggo la tua voce pi vicina
come la sera al bosco a rimirare
le luci gi in pianura,
seduto accanto a te
ad aspettare….

L’incendio della luce

Luce dorata al fondo
rinverdisce delle foglie i rami
ed i chiarori albeggiano
in quel primo fermarsi all’oltre,
in quel pensare oltre,
e paiono d’incendio
i gialli rosseggianti della luce
che ingoiano la notte,
e non vi tregua n alcun riposo
che annichilisca il gesto
di riportarmi pi lontano.

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