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Altra stagione

Monocromo il pendio
secca i pensieri già
nel fosco dell’anfratto
e geme col gergo guercio
delle vergini di frasche
rinsecchite ma incombuste.

Ah, sangue antico,
che mi offrivi l’estro
e disinvolto ti calavi dalla rupe!

Chi sei oggi
se non una seggiola vuota
più ricordata ?

Fiamma non giunge che
impercettibile si slanci
su per l’erta del monte della gloria,
e scenda nella melma
dilapidando poi
i giorni perfidi di sogni
mutuati in notti cariche
del nulla deforme dell’attesa.

Da Quaderni padovani di poesia e tecnica  / n. 12 settembre 2014

Luciano Nanni: La capacità di penetrare la parola e sondarne le intime profondità realizza una lirica che a un lessico di rara eleganza unisce la sostanza del significato.

Poesie 2014

La prima Venezia

Fu nel canale
la mia prima Venezia.
Nell'odore bruciato di nafta,
negli affondati relitti in bacino,
nell'elica al cielo
e il timone nell'acqua,
nella fronda di un fumo.

Profili di navi
si perdono poi
al fondo dell'occhio
come a volersi celare
nei labirinti del cuore.

Sei sempre tu che rimani,
rabbia infelice,
per ciò che non torna
annusando un ricordo.

Tatiana

Al buio misterioso ed insidioso
col seno sotto camicetta
troppo stretta,
ma abbottonata ad arte,
ti avevo vista fare l’autostop
a Vimodrone.

Svettavano le gambe tue
d’airone.
Tutta imbardata
sembravi però
più nuda che vestita.

Ti hanno trovata così
dentro l’acqua di un fosso.

Dalla guardia ho saputo
che vivevi in casa di cartone
in fondo alla città,
ma era sempre meglio per te
che allevare conigli nella steppa.

Ore perdute

Stamattina ho visto la luna
andare a letto
nell’alcova di nubi
che le faceva il monte.

Sonnecchiava di già,
esausta del gesto
nella notte lucifera
agli amanti dispersi,
o ritrovati in sogno
e mai dimenticati.

Onirici i baci
colmavano il deserto
di un inutile giaciglio
che ripiegato all’infinito
regalava la vita
solo al ricordo.

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