Servizi
Contatti

Eventi


Poesie 2015

Anfitrite

Ti ho vista nell’isola allo zero
oltre l’arbusto della notte,
dove le cento piante
fioriscono nell’alba.

Ti sei insinuata lieve
nei minuti delle ore
all’angolo dell’acqua
tra voci di sirene,
svanendo in mezzo ai sassi
nell’ora più bagnata.

Per destino ignorante
non ti sapevo prima
capace di spezzare con il mare
la voce delle ali.

Così al doppio appuntamento
col crepuscolo
di un giorno disuguale,
strappo la corteccia al sole
per lenirmi la mano
ove indelebile si è impresso
il tuo profumo arcano.

Da Quaderni padovani di poesia e tecnica  / n. 12 settembre 2014

Luciano Nanni: Un senso di mistero connota questa lirica: la figura della regina degli abissi suscita un clima di suggestiva bellezza il cui potere rimane come indelebile e arcano profumo.

° ° °

La caduta

Non vi è più alcuna voga gloriosa
per l’ultimo Doge
guardiano al Leone
dall’ala silente.

Le gondole assorte
traghettano leste
le vecchie bautte
che cullano storie finite
nel sonno deserto
dei fondaci colmi
di triste silenzio.

Sull’acqua d’ordito
è stanca la riva
al ponte di pietra.

E’ tempo di nave
che porta i suoi topi,
corrosa la chiglia,
consunto il cordame,
nel porto ormai strame.

° ° °

Mercoledì delle ceneri

Sembra attendere qualcuno
la piazzetta
al sorgere del sole
tra le colonne
del sacro e del potere.

Le pietre arrossa il carro
e i rari vizi dell’aurora.

Cadono gli ultimi coriandoli
nello svolazzo del manto
di un rapido passante
spennellando di vita
un luogo deputato ad altro
nei giorni della gloria,
nei giorni dell’onore.

Materiale
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza