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Trilogia di Calu

Il viaggio è interiore

Ipotesi, significazioni ed immagini emergono fluide e spontanee leggendo il bello e complesso libro di Walter Nesti Trilogia di Calu poema nel corso del viaggio che l'autore compie e propone in tre cantiche formalmente scandite in cinque canti ciascuna, e ogni canto sviluppato in dieci liriche di dieci versi ciascuna, quasi sempre endecasillabi, settenari talvolta e ottonari.

Questo per dire la precisa ed elaborata architettura del poema, alla quale si accompagna un ritmo armonioso atto a rendere la lettura piacevole pur nella complessità interpretativa, la quale per esser tale non solo non distoglie l'attenzione ma anzi la cattura come se fosse un intrigo, o un rebus o un puzzle da ricomporre o una matassa da sbrogliare, nell'enigmaticità del suo segno distintivo complessivo.

Walter parla della vita e certamente della sua, ma non solo, assurgendo il poema, come ogni poesia che si rispetti, a paradigma, con una valenza che trascende l'esperienza personale per divenire partecipazione e condivisione con i propri lettori.

Ma chi è Calu, è la prima domanda con in mano il libro di Nesti, prima d'iniziare la lettura.

Calu è una città ed è una donna, città scomparsa forse mitica o città dell'immaginario oppure dell'allegoria che assiduamente ritorna con il suo fascino misterioso e che conquista, e donna forse ideale nonché donna reale del desiderio e della metafora che concretamente presenzia agli abbandoni amorosi; o è una città | donna collocata tra le aspirazioni possibili e tra le mete agognate per uscire dal deserto della città e dell'animo, e quindi è un'Idea, un'Idea archetipica, l'Idea dell'Amore, del Viaggio, l'Idea della Vita, della Morte, della Meta, l'Idea del Sogno, del Desiderio, della Perdita, del Dolore, l'Idea della Felicità e della Pace.

Calu dunque segna l'esistenza nella poiesi così come nella vita dell'autore, per un arco di tempo che va da 1977 al 2000, occorrente per scrivere il poema in un graduale e lento comporsi; per cui non risulta un flashback ma piuttosto un work in progress riproposto come in tempo reale, in un viaggio scandito da tappe e stanchezze e pause e sensazioni e sentimenti e fughe e ripari e abbandoni e slanci e desideri e prove e fantasie e constatazioni e rifiuti e stati d'animo in un connubio di esperienza e poesia, vissuta intensamente ed esposta sinceramente.

Si coglie pertanto un senso di autenticità leggendo Trilogia di Calu che la complessità della narrazione rende ancor più stimolante poiché le opere e i giorni sempre hanno connotazioni di complessità, se non sempre ne hanno di autenticità eccetto nell'intimo forse di ognuno, e di sicuro qui sì in una poesia che si qualifica vera e sincera in questo bel libro di Walter.

Che si legge tutto d'un fiato e poi vien voglia di rileggere, esaurita in prima istanza la curiosità di conoscere l'esito dell'intrigante vicenda, per meglio gustare, nell'indeterminatezza sognante della rappresentazione, quella polisemia significata delle Idee sottese ad un linguaggio fascinoso, elegante e forbito.

E ci si convince man mano che Calu sia esperienza divenuta metafora ed abbia quindi consistenza di fisica bellezza e affascinante avvenenza per soddisfare e le istanze poetiche e le istanze della vita; le istanze poetiche assumono negli agglomerati delle parole le cadenze della musica dalle effervescenti risorse e assumono pregnanza di immagini e significati come a sondare le istanze della vita negli ipogei delle pulsioni profonde di un Io protagonista e di Calu antagonista o forse viceversa; e in "Calu ritrovata" della terza cantica, entrambi coprotagonisti ormai riappacificati e compartecipi dell'Idea e del desiderio, del reale e dell'ideale che si fondono dopo le alterne vicende, felici o dolorose che l'indice del poema scandisce come una road-map dell'impianto narrativo e del viaggio che non è tanto nello spazio quanto nel tempo e dentro di sè.

."Da quali lontananze eri tornata | tempo che non vacilla alle occlusioni | e non smarrisce mai la direzione | dell'ala dolce del vento |  fresco lenzuolo sul tuo nuovo corpo | Era finita l'attesa dei giorni | racimolati dentro i borri bui | dolce silenzio sulle gote glabre | riposava nel sonno il desiderio | sicuro del tuo corpo del tuo amore."

Recensione
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