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Come un piccolo sogno

Riprendendo un passo del Fedro, Pascoli scrive: "E' dentro di noi un fanciullino [...] che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle [...]; che piange e ride senza perché di cose che sfuggono ai nostri sensi [...]; che vede tutto con meraviglia [...]; che mette il nome a tutto ciò che vede e sente...".

Si ritrovano tracce della poetica pascoliana nelle pagine di Come un piccolo sogno, il nuovo libro di Roberta Degl'Innocenti, l'artista che ama firmarsi 'Fata Fanciulla', consapevole della forza di un'infanzia che da sempre le dimora dentro e dalla cui voce cristallina trae colore e autenticità di canto. Musica, la sua, che "parte dal cuore per arrivare al cuore": dettata non dal capriccio, bensì dalla necessità di vestire di parole e armonia i pensieri che le urgono nell'anima, ansiosi di prendere il volo.

La ragazza dei riccioli bruni, immortalata sulla copertina, quella che nel prato di papaveri è, insieme, sorriso fiore brezza lieve odorosa e personaggio in piena sintonia con tutte le componenti del ritratto, ha custodito intatto il candore e, con esso, il desiderio di coniugare, nella sua scrittura, teneri e inossidabili reperti di memoria e volontà di proiettarsi in un futuro sempre più ricco di parole adatte a farsi messaggere di pace. La memoria, innanzitutto.

Per penetrarne l'universo, occorre "aguzzare le narici, perché, su tutte le cose, "gli odori restano a rievocare storie", e perché bastano "un nastro un ventaglio una lettera e torni indietro". Tornano l'alluvione, le strade invase dal fango, la disperazione negli occhi e nelle voci... Con gli anni, poi, la perdita delle persone care; le sofferenze segrete; il dolore e le ingiustizie presenti nel mondo; gli egoismi... E, accanto alla memoria, le parole: sempre nuove, sempre più vive e vere.

Roberta Degl'Innocenti è consapevole dei mali che minano l'umanità. Ma sa anche che è ancora possibile progettare, fare, della vita, "un piccolo sogno". Per raggiungere lo scopo, non servono grandi utopie, bensì solamente "moderate speranze", quelle di cui parla Fromm nel suo La rivoluzione della speranza.

Lei, eterna "dolce bambina in cerca di bellezza", ne è convinta. Versi, pensieri, lettere, favole e prose dense di musica si alternano con eleganza nella raccolta. Dentro vi sono gli ingredienti di sempre, i simboli di una poetica mai tradita: il salotto, i ninnoli nella vetrina, la stufa a legna, le tate, i gerani, la casa dai mattoni rossi, i gradini sbrecciati, "pomelli ottone lucido intarsi sculture", "bambole fate principesse libri oggetti", l'orologio "che segna sempre la stessa ora", "un sogno che ritorna, con un collage di voci e di volti"...

Pur riproponendo temi e strategie, Roberta Degl'Innocenti riesce a infondere linfa più nutriente nelle cose che racconta, caricandole di ulteriore senso; le osserva con stupore più intenso, ne rinnova e accresce le suggestioni, le inserisce in uno spartito sempre più armonico, sostanzioso e convincente.

Recensione
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