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Dietro la proposta racchiusa ne L'età dell'oro e della ruggine, la nuova raccolta di versi di Claudia Manuela Turco, c'è il sapore amaro di una visione del mondo dura e disincantata che nasce da una presa d'atto delle contraddizioni, delle vergognose ingiustizie e delle sofferenze che sempre più offendono il singolo e la Storia. Ma c'è anche, nel contempo, il convincimento che la parola, in virtù del potenziale in essa racchiuso, ha ancora la capacità e la forza di denunciare, correggere, sanare, scuotere, annunciare... Ci sono malattie dello spirito che minacciano di incancrenire il cuore degli uomini: displasie e afasie, crescite anomale e silenzi insani che seminano nell'anima algida indifferenza, ferocia, volgarità, desiderio di sopraffazione; molestie e abiezioni innominabili consumate all'interno delle mura domestiche e costrette a non svelare il segreto; infanzie negate e ferite che segnano per sempre la memoria; fanciulle innocenti stuprate e uccise dal branco di balordi... E poi ci sono i poeti. I sacerdoti della parola. Coloro che, intrecciando versi sentimenti e pensieri, continuano a sognare e a progettare il futuro di tutti, con lo sguardo rivolto al sole, convinti di potercela fare, sicuri che, prima o poi, i viventi riscopriranno la magia delle emozioni e dei sentimenti e la forza straordinaria dell'amore.

Sembrano ridicole e irrecuperabili vittime di una sia pure blanda quanto innocua follia, i poveri poeti: sbeffeggiati ed emarginati da quanti, abituati alle strategie della logica e del calcolo, non riescono a capirli e ne calpestano la dignità. Ma non è così. Il poeta, lo sosteneva Paulo Frèire ne La pedagogia degli oppressi, è "un uomo più": i suoi cinque sensi hanno un'estensione assai più ampia di quella di cui l'uomo comune è dotato: "sente", dunque, di più; e, inoltre, è in possesso di una sorta di sesto senso, grazie al quale, alla stessa stregua degli animali, riesce a vedere lontano, in anticipo quello che gli altri non vedono... Lo ripete anche la poetessa friulana che queste cose se le porta dentro, le conosce da sempre.

Nonostante la sua lucida consapevolezza dei mali che incombono sul mondo, Claudia Manuela Turco è un'artista solare che non ama lasciarsi travolgere e che coltiva con fede misurata, ma anche tenace e solida, un suo personale progetto umano e poetico che, fortemente radicato in un humus valoriale ricco di nutrimento, è destinato a produrre frutti in abbondanza. Anche perché il linguaggio che dà forma ai versi, in perfetta sintonia con le intenzioni di chi scrive e con la qualità dei contenuti, risulta originate, ricco, colto, suggestivo e coinvolgente.

Recensione
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