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Prefazione a
Il venditore di palloncini e altre storie
di Roberta Degl'Innocenti

la Scheda del libro

Giuliana Matthieu Chiocchini

Mani alzate a sostenere un sogno, mani che stringono la corda di palloncini leggeri, inconsistenti, persi per aria, mani in atteggiamento di offerta e di protesta insieme per le cattiverie e le ingiustizie del mondo. In questo modo si potrebbe raffigurare simbolicamente il contenuto del libro di Roberta Degl'Innocenti.

La scansione dei racconti essenziali e coinvolgenti, è dettata dalla vitalità delle idee di cui la contenutezza dei temi trattati e la risoluzione incisiva di situazioni quasi sempre ideali costituiscono il punto di forza.

Attraverso la dinamica degli avvenimenti narrati, dal primo all'ultimo, si ravviva la delicatezza dell'ordito. Le situazioni si intuiscono ma non si denunciano mai apertamente al punto che nelle conclusioni talvolta così rapide da sembrare affrettate, appare evidente il desiderio dell'autrice di aprire un canale verso il mondo esterno, al fine di uscire dal suo isolamento onirico per comunicare esperienze o sensazioni.

Il lettore diventa a questo punto compartecipe della narrazione, può dettare la conclusione, può interpretare come meglio crede la situazione che volge alla fine. Ed è proprio il finale a sorpresa come nella "Verità", laddove si gioca con la finzione lasciando aperto il varco alle più svariate ipotesi interpretative che rende i racconti, argomento di per sé difficile perché poco trattato, di particolare godibilità.

Ma, teniamo presente che la Degl'Innocenti non vuole sorprendere, in lei è naturale un'inconsapevole e sottile voglia di registrare sul nastro della memoria le impercettibili sensazioni che segnano la vita dell'uomo, o in particolare, la sua. L'autrice osserva il mondo con occhio attento, ma distaccato, quasi spinta dal desiderio di allontanarsi dalle sue stesse implicazioni intimistiche.

Così Myria, la ragazza dal vestito bianco che si addormenta fra folletti e giochi d'infanzia, lascia aperta la porta del dubbio. Sonno temporaneo o sonno eterno? L'importante comunque è allontanarsi dal fastidioso correre della vita e rifugiarsi nel mondo dei palloncini, un po' l'ideale di tutti. Sul filo della verosimiglianza si snodano anche gli altri racconti.

"La risposta", una lettera non aperta per timore, strappata in mille pezzi. L'insostenibile horror vacui. Preferibile non sapere. La risposta il destinatario già la sa, ma vuole continuare ad illudersi ed esce nel sole.

Ancora "L'ombrellone". Ragazzi dal corpo abbronzato sulla spiaggia bianca, felici di possedere l'estate. Da una parte l'ombrellone azzurro e la seggiolina bianca, vuota. Poi la signora trasparente che si siede soltanto per un giorno. Presagio di fine imminente? L'autrice lascia nel vago. Implacabile e corrosivo vago di cui tutti abbiamo paura.

Il gioioso "Venditore di palloncini", che tra i racconti raccogliendo la titolazione è forse il più significativo, si allontana curvo sotto il peso pur leggero dei palloncini. Strappa un sorriso ai bambini e non torna più. Ha finito il compito quando il bambino non è più in grado di scorgerlo. Manibus lilia plenis: chissà perché questo bellissimo verso di Virgilio torna alla memoria.

Nel "Campo degli olivi", la freschezza di una campagna a cui volgono gli occhi pateticamente lunghi di un povero vecchio del quale è venduto il terreno. I tempi cambiano, lui abbraccia il suo tronco d'olivo ne bacia le rugose asperità e piange. La vita si strappa ogni giorno di più. Carne da macero, neppure riciclabile. Aquiloni che sfuggono alle mani di ragazzi inquieti, scoppiano o s'incontrano in cielo, a raccontarsi le novelle dei poveri umani tutti pronti ad ingannarsi senza peraltro riconoscerlo. La simbologia della mano tesa torna alla memoria.

La Degl'Innocenti con questi brevi, eleganti, e sobri racconti ha cercato la mano del suo simile, e di chi in particolare. avendo aures audendi, audiat. Non ha raccontato novelle, ma la novella della vita, sia pure frammentaria, inesatta, incompleta, senza pretese di morale o intenzioni didascaliche. Regala l'anima alle cose.

La panchina che piange sotto il peso del corpo di una ragazza sola. Eccolo l'amico. Il gattino felice le si accosta e si struscia alle gambe. Solo come lei. Il vento sorride e gonfia le gote, riempiendosi di polvere salata.

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