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Uno sguardo al passato, uno sguardo al futuro, ma ecco il presente nel quale prepotentemente il Nigro s’immerge.

Il passato ritorna in “la madre Morta”: “Or sola, fragile ala solinga / strappo d’un umano soffio di vento / nei tuoi anni fanciulli”.

Il futuro lo traviamo in “Giovani”: “E vanno in baldanza / gli occhi fissi a sicure promesse”.

Ed ecco il presente: “Perché mio Dio, / un mondo così splendido / non sempre splende agli occhi / di uomini che piangono”.

“Ma non muoia la speranza / che sul tuo domani / eterna risplenda la vita”.

La seconda parte riporta liriche di ricordi parigini: la visita a Montmartre, al Quartiere Latino, al Boulevard Saint-Michel, al Bois de Boulogne, ecc.

Nei versi del Nigro ritroviamo alcuni singolari sintomi della sua personalità poetica, che Egli esprime in tutte le sue liriche caratterizzate da una vivace ispirazione e da una forte intensità di sentimenti.
Recensione
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