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Parigi non solo. Una passione condivisa
Introduzione alla raccolta di libri francesi di Livio Cerini di Castegnate

Biblioteca La Vigna
Vicenza, 03 giugno 2014

Oggi sono molto felice di essere qui con tutti voi in questa Biblioteca “La Vigna” di Vicenza, dove ritrovo il tempo della memoria con il mio amatissimo marito Livio, perché dove ci sono i libri che furono suoi, in qualche modo anche lui c’è ed è presente, se pur in spirito, con tutti noi con la sua passione di bibliofilo.

Ho avuto il privilegio di vivere accanto ad una persona speciale, il nostro rapporto è sempre stato basato oltre che sull’amore anche sulla condivisione appassionata della ricerca dei libri.

Questa sera illustreremo in particolare la sezione di libri francesi. Ebbene allora ricordo i nostri viaggi a Parigi soprattutto per lavoro ma che lasciavano il tempo per entrare nel Tempio del libro che fu per tanti anni la libreria di Edgard Soete, dove potevamo trovare non solo il libro agognato, ma anche suggerimenti per altri libri che in seguito avrebbero colmato una raccolta sempre più ampia del sapere culinario francese attraverso i secoli.

Nel tempo ed anche attraverso il signor Soete il nostro orizzonte si allargò anche ad altre librerie di Losanna e Ginevra oppure del Belgio e altri Paesi europei che ci facevano pervenire i loro cataloghi.

Dopo la morte di Soete iniziò un rapporto con Flàchard che aveva aperto sulla Rive Gauche una libreria molto ben fornita anche se di dimensioni più ridotte.

La Biblioteca Internazionale “La Vigna”
e la Fondazione Monte di Pietà di Vicenza
invitano la S.V. al Convegno

Il Fondo Livio Cerini di Castegnate
La Cucina Francese

Martedì 3 giugno 2014, ore 18:00
Biblioteca Internazionale “La Vigna”
Contrà Porta Santa Croce, 3, Vicenza

Saluti
Mario Bagnara, presidente della Biblioteca Int. “La Vigna”
Mario Nicoli, presidente della Fondazione Monte di Pietò

Interventi
Wilma Minotti Cerini, Parigi e non solo. Una passione condivisa
Danilo Gasparini, De l'hégémonie française ovvero appunti sulla cucina dei cugini d'Oltralpe
Paolo Cazzaro, La modernità dei ricettari del Cinquecento
Alfredo Pelle, La globalità di un patrimonio

Brindisi
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Ma Parigi voleva anche dire Bouquinistes lungo la Senna e non era raro trovare qualche altro bel libro. Ma anche Case d’Aste come all’Hôtel Drouot, o attraverso i cataloghi, era come entrare nell’antro delle Mille e una Notte per libri di grandissimo pregio, come pure la Casa D’Aste Sotheby o al Ponte a Milano.

Debbo dire che i libri meglio tenuti e conservati sono stati trovati in Francia, dove vige la cultura del libro, oppure al contrario si potrebbe anche assurdamente forse dire che un libro ben tenuto potrebbe non essere stato sfogliato neppure una volta. I libri italiani meglio conservati sono quelli più antichi dal 1500 agli inizi del 1800, il resto dell’ottocento si avvale di una carta patinata oppure più economica che tende nel tempo a sbriciolarsi. Occorrerà attendere il 1920-1930, durante il periodo dell’Art Decò e Art Nouveau, per ritrovare libri di gran pregio.

In Italia però possiamo rivendicare con orgoglio l’invenzione dei caratteri bodoniani che rendono i libri stampati dal 1700 di grande armonia oltre che di una grande bellezza, quasi un rapporto aureo tra la stampa e la carta.

Questa sera per la Francia si potrà avere sotto gli occhi un’opera rarissima: un insieme di cinque volumi che formano Oeuvres d’Athenee ou Banquet des Savants del 1789, tradotto da M. Lefebvre De Villebrune.

E in seguito altri importantissimi libri che spaziano in tutto il settecento e ottocento, per arrivare ai libri d’arte della prima metà del 1900, tra cui quelli del raffinato gourmet “Curnonsky”, arrivando poi alla fine del secolo XX. Un corpus che ammonta a un numero abbastanza ragguardevole di libri pregiati.

Ma tutti i libri in buono stato (dal 1500 sino agli inizi dell’ottocento) che hanno retto alle intemperie della loro storia e che hanno attraversato vari stati di conservazione, resistono all'usura, poiché la carta sotto le dita “canta”… come si usa dire, quando questa è fatta da fibre che si ottengono dagli stracci.

Questa sera la Biblioteca La Vigna si arricchirà di un nuovo volume tradotto in Inglese edito da Franco Maria Ricci Ertè e il Cognac, che mio marito Livio Cerini di Castegnate ha scritto per la Casa Courvoisier in occasione della presentazione per l’Italia, a Milano all’Hotel Gallia, della bottiglia e della etichetta “Viellisement” di Erté: un Cognac di grande pregio, essendo stato travasato da una botte all'altra in uno scambio di sapori tra il Cognac ed il legno di rovere per diversi anni.

Per questo libro noi fummo ospitati a Jarnac nella Charente nel castello Courvoisier e occupammo la stanza napoleonica. In quell’occasione accanto alla bandiera francese fu posta quella italiana, una gentilezza molto apprezzata.

Potemmo così vedere non solo le immense vigne e il significato gustativo finale secondo la loro collocazione, ma tutte le fasi della distillazione dove il Cognac esce a goccia a goccia, puro come acqua di una fonte alpestre. Visitammo pure oltre il Museo anche “Il Paradiso”, luogo magico dove vi sono bottiglie che risalgono all’epoca napoleonica, avendo avuto dall’Imperatore Napoleone stesso l’imprimatur sulle etichette della sua effigie. Fu un viaggio importante e interessante. Passammo tutta l’estate all’Elba dove, pur pressati dall’editore, mio marito riuscì a scrivere abbastanza tranquillamente questo bel libro, ed io una poesia sulla nascita del Cognac.

Questa sera, oltre al libro, donerò alla Biblioteca ”La Vigna” anche la bottiglia con l’etichetta ”Veillisement”, immaginata e realizzata con le altre “dalla vigna alla vendemmia, alla distillazione” dal grande disegnatore Erté poco prima di morire. Una bottiglia assai preziosa, una delle poche esistenti in tutto il mondo, che mi fu regalata dal signor James Ford, proprietario della Courvoisier, proprio la sera dell’inaugurazione a Milano. Un dono che renderà ancor più prezioso il libro che viene allegato e che è stato edito proprio per accompagnare queste speciali bottiglie di Cognac a numero limitato. Me ne privo sapendo che questa Biblioteca, dal nome emblematico “La Vigna”, sarà custode nel tempo, pur sapendo che non si potrà mai bere, anche se potrebbe venire voglia di assaporarne il contenuto, ma l’insieme è più prezioso del parziale.

Ringrazio affettuosamente il prof. Mario Bagnara, Presidente della Biblioteca, il rag. Mario Nicoli, Presidente della Fondazione Monte di Pietà di Vicenza, il prof. Danilo Gasparini, storico dell’alimentazione, il prof. Alfredo Pelle giornalista enogastronomico, l’arch. Paolo Cazzaro appassionato gastronomo e studioso dell’alimentazione storica e tutta l’équipe de “La Vigna” che si è dedicata con grande attenzione alla catalogazione informatica di tutta la raccolta di Livio. Un particolare ringraziamento lo dedico alla dott. Cecilia Magnabosco e alla Signora Rita con le quali ho sempre dialogato cordialmente al telefono e che questa sera posso finalmente abbracciare.

Un grazie a tutti i presenti

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