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Racconti e memorie di isole e mari

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Dopo aver letto diverse pubblicazioni di Alessandro Pierfederici, scrittore e musicista di grande valore, ho assaggiato la sua penna anche in una raccolta molto particolare di racconti, “Racconti e memorie di isole e mari” (2016), dove l’autore intende cimentarsi in un genere a lui completamente nuovo, per assaporare un nuovo tipo di struttura narrativa pur mantenendo il suo stile e i suoi contenuti.

Tratto comune di tutte le storie raccontate è il mare. Cosa rappresenta esattamente?

Ha molteplici significati, com’è giusto che sia ma in generale questo elemento rappresenta la vita stessa, in tutte le sue sfumature.

Tanti sono i personaggi che si incontrano e con i quali ci si rapporta creando un legame, seppur breve ma intenso, attraverso cui si colgono le riflessioni, gli aneddoti e i messaggi più o meno chiari dell’autore che intendono giungere fino al lettore.

Donne, uomini, essere reali e visioni fantastiche la fanno da padroni in una raccolta che abbraccia diverse tipologie narrative, da quella biografica, esoterica, realistica, fantasiosa, erotica, sentimentale, ricca di mistero e di passione. Insomma, un connubio di elementi che rendono la lettura completa sotto tutti i punti di vista.

Il mare è un elemento ricco di fascino che assume diversi volti e altrettante maschere ma soltanto per uno scopo ben preciso: quello di raggiungere la verità.

Nel rispetto stesso di concetto di mare, esso emerge come una creatura metaforica che incarna il calmo ma anche la tempesta, il dolce come l’amore, il sereno come lo struggente.

Alcuni racconti sono pieni di immaginazione e in essi è possibile riconoscere la vena malinconica e nostalgica dello stile dell’autore che ho sempre apprezzato molto.

La sua indole poetica è ancora una volta indiscussa, come la sua delicatezza e il suo senso musicale e armonico che colora di eleganza e raffinatezza tutte le storie.

Alcune sono più brusche ed immediate, mentre altre si avvicinano alla riflessione filosofica e a quella esistenziale.

Nonostante l’elemento reale quale il mare e la sua funzione di contenitore della coscienza e di propulsore vitale, il vero senso dell’intera raccolta è da riconoscere nell’interiorità e nel substrato emotivo di ciò che viene raccontato.

Spesso sono drammi interiori, della coscienza, della carne e dello spirito, quelli di cui leggiamo nella raccolta, che appaiono come privati ed intimamente personali ma il verso senso, la chiave di lettura sta nella loro valenza collettiva e nella loro potenzialità di essere punti di slancio per ciascuno di noi.

Racconti e memorie di isole e mari”, ancora una volta si connota per la sua valenza sofisticata, di livello certamente superiore, per la sua capacità di far viaggiare il lettore attraverso mari e terre che sembrano sconosciuti ma in realtà le ritroviamo dentro ognuno di noi, magari a pezzi, non interi, ma ci sono, basta solo guardare fino in fondo.

Recensione
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