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Introduzione a
Siamo Uomini Innamorati della Bellezza e che dialogano in Amicizia
di Pasquale Montalto e Francesco Fusca

la Scheda del libro

Pasquale Montalto

Un tempo triste, il tempo della riflessione e dei bilanci esistenziali e culturali, a diretto contatto con gli amici più cari. Ne mancano tre, i più sinceri, dall’animo generoso, accomunati dall’incredulità della loro dipartita, avvenuta in modo inatteso, fulmineo e inconsolabile: Angelo Foggia di Corigliano, Rolando Parise di Trenta, Francesco Fusca di Spezzano Albanese, Cosenza. Rimane il dolore e il rammarico, nei confronti della morte, per non aver potuto approfondire, più di quanto non fosse già forte il senso della stima e dello scambio comunicativo, una richiesta di vicinanza e di collaborazione, nell’ambito della conoscenza personale e della scrittura, nell’esplicarsi della quotidianità della vita.

La morte improvvisa e dolorosa di questi miei cari amici, mi fa capire l’importanza di vivere la vita per come essa si presenta nella pienezza e nella ricchezza del momento presente e nel semplice svolgersi degli atti quotidiani, ritenuti a volte e a torto minimi, e che invece diventano i capisaldi per poter costruire la bellezza e il senso felice del domani. Non è bene, ripeto nel ricordo affettivo con i miei amici scomparsi, rimandare le cose importanti della vita: un saluto, un sorriso, un abbraccio, una visita di cortesia, una telefonata, un riscontro scritto … la parola, quella che crea la realtà e la sostanzia nel dono del linguaggio, che mai dovrebbe mancare, in famiglia come tra amici, e che rende tanto soddisfatti, allieta la giornata e tiene a bada i mostri che si agitano nel buio della notte. Il buio e la notte della nostra mente e dei nostri cuori.

D’altronde, la conoscenza che noi oggi abbiamo della vita, è veramente limitata e essenziale. Una conoscenza limitata nei confronti di una vita giovane e che si dibatte già in tante complessità, tale da renderla in buona parte misteriosa. Questa Vita, inesplicabile, anche spesso inesprimibile, è un baleno, un chiarore che all’improvviso si spegne. E questo è quello che l’assenza, la morte incomprensibile dei miei amati amici, pone all’attenzione del mio cuore.

Questo è, comunque, il linguaggio della vita, e noi dovremmo sempre più sforzarci di accoglierlo e apprezzarlo, cercando di penetrarlo e incontrarlo nelle pieghe dell’intimità, per scoprirne l’insegnamento e rischiarare gli aspetti dei suoi angoli bui, dei lati misteriosi che conserva e che rendono la Vita così tanto attraente quanto paurosa. In fin dei conti, però, non possiamo non concordare sul fatto che tutto ciò che accade nella vita ha un senso e un preciso significato, e che, soprattutto, essa Vita vuol trasmetterci tutto il grande senso dell’amore. E lo fa, a volte, per vie a noi oscure e dolorose, ma non per questo prive di luce, di sollievo e di conforto, perché, al di là di ogni altra cosa, la Vita ci cosparge del suo immenso amore, e diviene, procede nel suo disegno ultimo e creativo dell’incontro d’amore, a cui, il dolore e la caducità del vivere, hanno offerto il loro contributo essenziale.

E’ vero: se ami, ami prima di tutto la vita. Quando ami, vivi la pienezza della vita, per come si manifesta nell’oggi, nel qui e ora, in questo alito di respiro che, con la nostra attiva presenza, stiamo attraversando. Se ami sei e divieni, nello stesso tempo e senza alcuna interferenza.

E questa è l’immensa ricchezza che, dal profondo della mia anima, raccolgo e eredito dal sincero e leale incontro d’amicizia con Angelo, Rolando, Francesco, che diventa insegnamento e testimonianza di vita, diretto a durare nel tempo e espandersi attraverso la forza dell’energia cosmica, continuando a produrre altro amore per la vita. Quell’amore intristito dal dolore dell’assenza, ma subito ravvivato dalla immensa speranza di riempirne il vuoto con la bellezza di tutto quello che loro sono riusciti a creare, a scambiare e a donare all’esistenza, e che prende i colori del balsamo lenitivo della condivisione di una vita, la loro vita, ben spesa e matura esistenzialmente e che oggi si presenta sotto forma di parola poetica. Quella poesia che condivide con la vita il dolore della conquista, il dolore di essere oggi quello che non eravamo, il dolore di poter disperderne l’energia nell’amore e nella creazione di una bellezza immortale, opera e impegno inimmaginabile in altre condizioni.

“La poesia prima di tutto”, amava ripetermi il caro amico Francesco Fusca, “la tua poesia, la mia, quella delle persone che noi sappiamo, accanto a quella dei grandi”. Un’amicizia vera e sincera che traeva nutrimento dalla reciproca stima verso la nostra attività professionale, e che ritrovava convergenza comunicativa nella poesia. Una poesia che doveva amalgamarsi e trovare risonanza nell’Arte, anzitutto, della Pittura e della Fotografia. E questo tracciato realizzativo era nel progetto che, faticosamente – e forse ora ne intuisco maggiormente le ragioni, stavamo costruendo insieme, e che, rimasto incompleto, spero, con la collaborazione di altri veri e fidati amici, di poter portare a termine, chiedendo pure sostegno e partecipazione anzitutto a Pierfranco Bruni, al figlio John, alla moglie Clelia e all’Editore (che di comune accordo avevamo scelto) Antonietta Meringola, per meglio raccogliere e includere nel testo i desideri di Francesco, quelle cose travagliate e altre cose che lui stava pensando d’inserire in quest’opera.

Credo non ci sia modo migliore di onorare la memoria di Francesco Fusca, come uomo, scrittore e poeta, come amico, che continuare a sviluppare quello in cui lui era impegnato, sapendone vivere la compagnia dell’amicizia, con l’energia immortale della parola vera, saggia e leale, che la poesia è capace di donare e di creare.

E Francesco, Angelo, Rolando, nella diversità dei loro modi, del loro ricco mondo personale, ben sapevano come abbandonarsi e sostenere la poesia e la bellezza dell’arte. L’arte di saper vivere i rapporti relazionali, la compagnia con l’altro, l’amicizia vera e incondizionata che praticavano in uno scambio diretto fatto di fiducia e di generosità, dell’umiltà e della vivacità creativa del loro modo di essere e nel desiderio di circondarsi continuamente della compagnia “di persone belle”.

Ecco allora che al vuoto doloroso della loro mancanza fa oggi eco la presenza inscritta nel ricordo, nella memoria, nell’operosità del loro ingegno e impegno in molti campi, e che diventa riferimento sicuro di ispirazione, per tutti coloro che vorranno onorarli, raccogliendo il frutto del loro insegnamento di vita, dei loro studi e lavoro, dove sostano progetti e opere inedite da continuare a far conoscere e far fruttificare. E questo loro contributo Esistenziale, motivo del Movimento della Poesia Esistenziale (MPEm), il valore scientifico e culturale, di certo contribuirà a ispirare altri traguardi, nella grandezza di aver vissuto bene, di aver impiegato bene le energie e le risorse della propria vita, il senso di un percorso di persone in cammino verso obiettivi di vera poetica educativa, di amicizia e di inedita bellezza immortale, che attualizza il Mito della Cosmo Art di fare della propria Vita un’Opera d’Arte, per come nell’Antropologia Personalistica Esistenziale di Antonio Mercurio.

Grazie amici della vostra presenza significativa nella mia vita, perché rimarrete traccia indelebile all’interno del mio cuore e energia preziosa e impagabile per continuare a condurre in modo esaltante la fenomenologia del quotidiano, nell’impegno comune di alimentare e portare avanti pensieri e idee innovative, creative, nuove e partecipative di civiltà e di relazionalità comunicativa, che ci accomuna in questa nostra grande umanità.

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