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Tentazioni mistiche

"Oggi, forse più che mai, l'uomo ha bisogno della partenità di Dio. Sente che, senza il suo vincolo paterno, tutto si perde nell'assurdo, tutto diventa mistero opprimente". Sono riflessioni di Herman Holyborn (versione inglese e letteraria di Armando Santinato) intorno all'umanità che sembra attraversare una stagione di scristianizzazione perché "l'uomo di oggi" appare "sempre più indifferente alla fede cristiana", scrive Enzo Bianchi, Priore della comunità Monastica di Bose. Tentazioni mistiche, invece, sono un inno appassionato alla redenzione.

La contemplazione del Signore, che ispira questo libro di poesia religiosa, si annuncia sin dalla copertina adornata con l'incantevole visione Noli me tangere. L'affresco del frate domenicano Giovanni, al quale la dignità celestiale di Beato Angelico (appellativo che lo rende noto nella storia dell'arte) è stata attribuita dall'affettuosa venerazione popolare, raffigura Cristo giardiniere, scena di fragrante luminosità cromatica. La dolcissima immagine di Gesù, che cammina leggero sulla verde freschezza rugiadosa dell'orto, può considerarsi come proemio di radiosa speranza alla lemma.

Ulteriori richiami alla iconografia sacra sono presenti, nelle pagine interne, con le riproduzioni, in bianco e nero, della Pietà di Giovanni Bellini, capolavoro della pittura veneziana, della celeberrima Pala Madonna col Bambino e due angeli opera del monaco fiorentino Filippo Lippi e della Resurrezione di Cristo di Piero della Francesca, figura cardine nell'arte rinascimentale.

In Tentazioni mistiche Santinato raggiunge la pienezza della maturità artistica ed esprime, nel modo più completo, la naturale vocazione sua e cioè lo sconfinato amore per Dio, come egli stesso dice "Ti voglio bene... vivo d'amore per te o mio Signore". Questa nuova raccolta di liriche si spoglia delle risonanze amorose, nostalgiche e, talvolta, didascaliche, rinvenibili, non infrequentemente, nella precedente produzione letteraria (Tentazioni liriche del 1989 e Saldo delle barene del 2002) ed asseconda, nel suo autentico dell'autore traboccante di fede. Tentazioni mistiche si snoda lungo un itinerario denominate Via Crucis, Mysteria Christi, Via Lucis, ritmato da "stazioni" e "misteri" e si sviluppa solennemente in tre espressioni: la voce di Giovanni, Luca, Matteo.

Isaia introduce passi dei Lihri sacri che riecheggiano nei versi di Santinato; l'armonia del latino, che evoca vaghe nostalgia di epoche lontane e sensazioni di mistero, è il motivo conduttore che sottolinea i passaggi più drammatici e collega i personaggi alle vicende; infine la poesia. Poesia sostenuta, densa di commozione che rivela I'esaltante stato d'animo dell'autore immerso nell'adorazione del mistero divino.

E' palpabile la partecipazione al tormento del "suo Signore". Infatti Santinato "fortissimamente" crede ed estrinseca tale convinzione con accenti d'incontenibile affetto: "Padre non so perché tanto dolore...". Da tanto dolore, s'innalza il messaggio di fiducia, di rinascita, di resurrezione che aleggia nella poesia "pure dal pianto riporti la vita".

L'autore esordisce rivolgendo, con semplicità e devozione filiale, un reverente pensiero a Sua Santita "il dolce Cristo in terra" che porta la Croce del Signore per le vie del mondo con spirito ilare e giocondo".

I poeti sono "toccati dal divino... la poesia nasce dall'immanenza del divino nell'anima umana, e una percezione del divino interno all'uomo" è l'affermazione di Gianni Baget Bozzo contenuta negli atti del convegno Poesia e Comunicazione svoltosi a Torino nel novembre 1998.

Tentazioni mistiche possono coinvolgere emotivamente anche chi credente non è in quanto elevato è il potenziale di sentimenti ed emozioni insito in esse. Infatti il senso dell'amicizia, della gratitudine, del rispetto, ecc. sono valori universali che appartengono, da sempre, al genere umano prescindendo da qualsiasi religione od ideologia. Le istanze di solidarietà nascenti da una mutata realtà sociale, nazionale ed internazionale, l'auspicio di eliminate ogni residuale pregiudizio razziale ed etnico nonché la necessità di consolidate i principi di dignità, di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di ripudio della guerra, principi sui quali poggiano i diritti fondamentali dell'uomo salvaguardati dalle Costituzioni degli Stati moderni e, recentemente, dall'Unione Europea, trovano rispondenza nella lirica Sacte Spiritus dove è detto che "ogni bambino, d'ogni colore, scriva d'amore, sul proprio quaderno". La metrica, sonora ed adeguata ai temi trattati, e modulata variamente giocando sull'alternanza del sonetto di stretta osservanza;e del sonetto prolungato, dell'endecasillabo e del verso sciolto, libero dal vincolo della regola classica. Le "stationes" ed i "mysteria" sono accompagnati da dediche rivolte a persone care (bambini, docenti, colleghi, sacerdoti. educatori, ecc.). In tal modo Tentazioni mistiche assumono anche un aspetto terreno, una dimensione umana. Quali le motivazioni di tante dediche? Valida è da ritenersi l'osservazione di Sandro Gros-Pietro il quale immagina Holyborn come un "missionario del discorso cristiano" che diffonde "la partecipazione al prossimo, la missione verso gli altri... della buona notizia".

Oppure con le dediche Santinato si abbandona all'onda dei ricordi. ripercorre il filo della memoria alla ricerca di momenti vissuti negli anni andati, fruga nel suo intimo e torna idealmente, ai luoghi sognanti della laguna veneziana ed ai tempi dei collegi salesiani nei quali è stato iniziato, mediante una severa disciplina, alla concezione cristiana della vita. In virtù delle dediche I'autore rivive la sua vita e rende omaggio ai "Superiori": Don Vincenzo "che m'insegnò a lavorare e a studiare con metodo e passione", don Alessandro che "mi diede il Battesimo e la Prima Comunione".

Con le dediche Tentazioni mistiche parlano intensamente di Herman Holyborn: egli acquista grande visibilità, e proiettato al centro e tutto emana da lui. Di ciò Santinato è ben consapevole ed è grato "a tutti amici e nemici".

Recensione
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