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Trattato lirico di cocente gelosia

Armando Santinato, ovvero Herman Holyborn

è il più grande poeta del mondo,
dopo gli altri:
the most poet in the world,
after the others.

Ecco le sorgenti dalle quali zampilla, incontaminata, la poetica di Armando Santinato: i luoghi dell'infanzia, Valli di Chioggia e Venezia, che si riverberano nelle sue liriche, le distese di sabbia delle barene alle quali e avvinto da vincoli di affetto mai recisi, i volti amati di donne, la suggestione della vastità del mare nel quale si accavallano "onde nutrite di sole", la predilezione per Torino "piccola Parigi ... Torino dai climi sognanti, dai fiumi sonnolenti ...".

Docente nelle Scuole medie superiori, partecipe della formazione dei giovani tra i quali si mescola in virtù della sua giovialità, animatore dei corsi di storia della Poesia, indetti dall'Università delle Tre Età di Moncalieri, Santinato è conferenziere, fecondo redattore della rivista "Vernice", autore di dotte recensioni.

Un temperamento dai principi morali cristallini che lo porta a fuggire e rifuggire dal chiacchiericcio inconcludente gli ha consentito di attendere a studi impegnativi e di conseguire due titoli accademici: laurea in Lettere e laurea in Pedagogia.

Permeato di una fede trasmessa dalle esperienze spirituali di Don Bosco, animato dal piacere di rivivere le vicende dell'epoca paleocristiana popolata di Martini, Santinato svolge le funzioni di guida volontaria accompagnando i turisti attraverso i meandri delle catacombe di San Callisto sulla via Appia, a Roma.

Nel corso di una stagione attraversata da intensa creatività, oltre a "Salso delle barene", struggente ed autobiografica silloge edita nel 2002, l'Autore compone la trilogia delle "Tentazioni", una raccolta di liriche che, pur scritte in un lungo lasso di tempo che abbraccia gli anni dal 1989 al 2008, costituisce un "campus" unico cementato dalla stessa idealità.

La trilogia si articola in "Tentazioni liriche", del 1989, in cui riecheggiano rimembranze giovanili, "Tentazioni mistiche", del 2004, che esprimono it totale rapimento e la gioiosa contemplazione del Signore, "Tentazioni simboliche", del 2008, dove si coglie un anelito che spazia dalle dolenti rievocazioni del secondo conflitto mondiale ad argomenti didascalici.

Santinato approda, adesso, al "Trattato lirico di cocente gelosia", opera dal titolo stimolante e, forse, anche enigmatico, che comprende le liriche composte negli anni 2008 e 2009.

Come qualunque osserva che i registi girerebbero sempre lo stesso film ed i musicisti comporrebbero sempre la stessa musica, cosi ritornano in questa pubblicazione i temi cari all'Autore quali i momenti amari della solitudine, l'iridescenza dei paesaggi lagunari, gli stridenti voli dei gabbiani, il profondo senso religioso, avvolti in aloni onirici.

In questo florilegio, che rappresenta la "summa" artistica della sensibilità di Armando Santinato, si colgono, palpabili, l'affinamento stilistico e la raggiunta maturità di pensiero del Poeta.

Trino febbraio, 2010

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