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I Preludi (dagli “Scritti giovanili”)

Volume VI. Noi studenti (commedia drammatica in 3 atti) 1956-1958

Teatro. Annota a proposito il prefatore che “scritti giovanili” non vuol dire poco validi. Infatti, questa commedia-dramma, incuriosisce sia per l’ambiente – quello della scuola di cui in ciascuno di noi rimane spesso memoria – che per la sua realizzazione. Poiché, se i nomi dei vari personaggi possono indurre a ritenere il testo commedia o a tratti comico, vi sarà un evento luttuoso derivato da una causa che ha proprio nell’ambiente scolastico la sua origine. Oltre al protagonista (Alberto Marmora) altri personaggi prendono rilievo, per esempio l’inizialmente antipatico, e poi simpatico per la sua umanità, il professor Iosotutto.

La scioltezza del linguaggio ben si adegua a un lavoro teatrale che si basa di necessità sul dialogo, essendo le scene ridotte all’essenziale. Questo pretenzioso professore durante una interrogazione ad Alberto non tiene conto delle osservazioni dello studente riguardanti un commento dantesco, e poiché Alberto risponde per le rime, Iosotutto fa rapporto, con il rischio di espulsione per lo studente troppo intraprendente. Amari sono i monologhi di Alberto che vede compromessa la sua permanenza nella scuola. Quando la madre di Alberto viene a sapere della espulsione del figlio succede l’irreparabile. Alla fine sarà proprio Iosotutto a difendere Alberto, battendosi per la sua riammissione durante la riunione di preside e professori (scena quinta dell’atto terzo). Suggelliamo la commedia-dramma con la frase del professor Superlatinus quando viene presa la decisione di riammettere Alberto: “Adiuvare infelices è il motto dell’uomo magnanimo.”

Recensione
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