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Il mio Pinocchio

Poesia. Che un libro per ragazzi – ma la sua prospettiva si estende oltre a tale età – riesca a influenzare scrittori e artisti (e musicisti) può sembrare a prima vista impossibile, invece è accaduto e accade con Pinocchio, e non solo con le traduzioni, ma da cui trarre ispirazione per altre opere che ne conservano forse più lo spirito che la lettera.

È questo il caso di Pasquale Montalto, poeta che ci sorprende per le sue pubblicazioni spesso innovative e rivolte sempre in avanti, pur mantenendo quel fondo sociale che sembra una caratteristica del suo stile. Il tema Pinocchio a volte pare in queste ‘variazioni’ assai distante, ma se andiamo a fondo nella scrittura, come peraltro si dovrebbe sempre fare, notiamo delle memorie che affiorano a tratti e si ricollegano al punto iniziale.

Non si può che essere d’accordo col prefatore: è questa un’opera non facile da affrontare criticamente, ma qui risiede parte del notevole interesse che desta, far sì che il critico possa talora venirne disorientato. Ciò, ovviamente, non è una scusa per evitare una sia pur opinabile interpretazione. In primo luogo verificare se il testo poetico nel suo insieme non costituisca una specie di ipostasi, in cui immedesimarsi, traendo dal soggetto originale implicazioni di tipo etico.

Sappiamo che per il poeta la vita è un dato su cui fondare le proprie intuizioni, pertanto essa nasce dal legno “apparentemente statico e freddo”. Se l’osservazione si estende agli aspetti formali, conviene citare lupi solitari per la sua struttura che si avvale dei portati più avanzati (il corsivo vi gioca un suo ruolo). La fantasia viene stimolata dalla figura del burattino, che sembra qui assumere una nuova identità, pur memore di quanto vi era di pregresso.

Volendo prendere a esempio una composizione, ci pare che nel tempo, con quella sua purezza di linee, rappresenti un raggiungimento anche sotto il profilo estetico, rilevando talora che dietro il presente sussiste una serie di letture, tra cui le note fiabe di Calvino. È proprio nella accentazione e non accentazione e se che si intuisce come l’immaginazione scaturisca per spontanea creatività, cui il rigore logico impone alla fine il suo sigillo. Ma sono soltanto alcune considerazioni, poiché tante altre ne potrebbe far nascere una raccolta poetica di questo spessore.

Recensione
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