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Poesia. Si può stare certi che ogni nuova raccolta dell’autrice riserva delle sorprese: un nocchiero che non segue la linea già tracciata ma cerca nuovi luoghi, nello specifico linguistici e creativi: ma ciò che sorregge la struttura generale del libro va riferito a una coscienza non malleabile — non scendere a compromessi tra la parola rivelatrice e i dati omologati dalla società.

I testi sono stati scritti tra il 2017 e il 2019, quindi la pandemia non c’entra, come abbiamo visto per tanti scrittori e poeti che credono di avere composto opere originali. L’originalità risiede nello stesso individuo e non va ricercata nelle occasioni. La “elevata densità semantica” (G. Rago) fa parte spesso della poetica degli oggetti, che non è aliena, in senso filosofico, di arrivare a un certo pragmatismo.

Da ciò scaturiscono immagini che reagiscono al bel canto: “dietro maschere nere incollate da pus” (Incerti esseri). Al di là del lirismo che sembra attrarre gran parte di chi scrive, occorre qui rivolgersi all’attimo immanente, alle situazioni la cui colpa è solo di coloro che le producono: una dimensione esterna, ma non tanto, se si pensa che il poeta parte perlopiù da un’intima convinzione. Del resto, che ci dice il titolo?

Un universo che, in scala macroscopica, costituisce l’ingranaggio la cui causa è sempre sotto discussione: il grande però si rispecchia nel piccolo, e se al critico poco interessa il tema ma piuttosto lo stile, dovrà tener conto di un esito complessivo nel rapporto tra fase stilistica ed evento storico. Ci vuol poco a trasformare l’ingranaggio economico o sociale in politico: “ove stanno marciando altri piedi ritmati dentro stivali neri?” Noi partiamo spesso dal presupposto che la Storia non possa ripetersi: accade invece che il Caos tenda a tramutarsi in Ordine, e viceversa: un gioco speculare che sembra non avere fine.

La memoria è quindi necessaria affinché non tornino le rotaie a incanalare certe teorie dettate da un mix di follia ed egoismo. Dimenticare sarebbe l’ultima cosa da fare, poiché ciò che era affermativo diviene negativo. A volte ci chiediamo a che serve un libro: però l’autrice ci ricorda quella linea oscura che ci collega al passato.

Recensione
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