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Messaggi subliminali in Musica

Saggistica. Nell’affrontare questo più che interessante volume, dobbiamo renderci conto di cos’è un messaggio subliminale, già sperimentato in una sequenza di immagini ove ne viene inserita una talmente veloce che viene captata solo dal subconscio e alla fine ci condiziona.

Tale sistema appare anche nella musica, in particolare il rock, in cui le istanze sataniche sembrano più evidenti e si rivelano quando la musica viene ascoltata a rovescio. Ma come mai si è arrivati a tanto? L’essere umano nella sua evoluzione, termine opinabile, ha modificato il cervello arrivando a risultati sempre più complessi, sicché non è inopportuno considerare che spesso le immagini sono puramente mentali, facenti sì parte della materia, ma su un piano diverso.

Da ciò le invenzioni, la fantasia, e pure le deviazioni che si creano dopo aver raggiunto un principio etico. Secondo A. Schaeffner uno dei primi strumenti musicali è stato il corpo umano, forse perché più vicino al cervello e quindi percependo all’istante gli stimoli e le vibrazioni che la musica trasmette essendo un fenomeno fisico. Che poi detta musica composta in diverse formule possa incidere sulla psicologia degli individui è cosa certa, già lo aveva capito Platone, che di sicuro non era un esperto in quel campo, chiedendosi se un certo ritmo o melodia poteva rincuorare i guerrieri, un altro invece dare tranquillità: e tutto questo collegato a una visione etica. L’uomo in generale è spesso attratto dal mistero e dall’occulto, arrivando a sperimentare pratiche ripugnanti, ma ovviamente dobbiamo separare la semplice finzione da un’effettiva propensione al male.

Ad esempio Tartini, che non fu compositore diabolico. Quel sogno del 1713 divenne leggenda. “Del resto, l’aneddoto del sogno tartiniano adombra una profonda verità: l’irraggiungibilità del paradigma ideale che ogni artista reca in sè e al quale vanamente anela” (A. Capri). Nella musica rock, specie se rock duro, le tendenze verso il maligno si fanno più marcate, e perfino esplicite.

La ricerca condotta da Zaffiri ci presenta una realtà indubitabile, che nei casi peggiori, leggasi Manson, finisce nel delitto. Con ciò, è ovvio, non si vuole demonizzare tutto quel tipo di musica. Se prendiamo un musicista come Skrjabin dobbiamo chiederci quale differenza stilistica vi sia tra le due sonate dette messa nera e messa bianca, a meno che vi siano dei tratti interni, simbologici o numerici, che le distinguono. Se ascoltiamo Musica proibita di Gastaldon troviamo che non c’è niente di proibito e tanto meno di diabolico: una romanza semmai sentimentale o, se si vuole, sensuale.

Ma il sesso partecipa ai riti satanici, quasi che il piacere fosse prerogativa del diavolo. Il problema sussiste allorché certa musica ipnotizza le folle, soprattutto di giovani, e qui affiora un sotteso pericolo. Chi vi partecipa cade preda della musica, e non la musica diviene sua preda, in grado quindi di goderne ma anche di dominarla, analizzandola eventualmente, ossia una ricezione oggettiva e non soggettiva. Tutto sta nel prendere talune manifestazioni sul serio. Gli addentellati che tale musica fissa nei vari comportamenti sono pressoché senza numero: non si raggiunge mai il punto estremo, poiché, come si sa, al peggio non c’è mai fine.

Il successo poi porta alla presunzione di essere simili a Dio o di superarlo: “Siamo più importanti di Gesù Cristo” dichiarò John Lennon durante un’intervista. La risposta alla sua presunzione l’ha avuta l’8 dicembre 1980, ma non risulta che sia risorto. Il fatto non pregiudica le sue qualità di cantautore. Perciò il libro di Zaffiri va consigliato per chi ama la musica e ne vuole conoscere gli aspetti più nascosti.

Recensione
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