Servizi
Contatti

Eventi


Notazioni estemporanee e varietà VI.
            Recensioni – Testimonianze – Riflessioni – Pensieri –
            Email inviate a Isabella Michela Affinito – Costantino Magno.

Saggistica. Un tempo di certi autori si dicevano “faville del maglio” quei testi meno estesi ma comunque significativi che completavano un’opera omnia o la produzione più impegnativa. È proprio in questa varia tipologia che si comprende la capacità di uno scrittore a spaziare non solo in una propria linea di preferenza – nel presente caso potrebbe essere la poesia – ma di dialogare con gli altri, ossia dimostrare quella disponibilità che tra autori dovrebbe costituire la regola. Nigro sa cogliere il significato intimo di ciò che esamina, valga in modo particolare la pittura di Giovanni Iurato, di cui rileva la pura emozione dei toni e la bellezza cromatica (si veda la riproduzione del quadro Cava d’Ispica).

Fra le testimonianze citiamo una lettera ormai storica (18-X-1982) al poeta Francesco G. Musante. Di notevole valore etico le Riflessioni. C’è il piacere della domanda per aprire un confronto su temi essenziali quali l’universo in cui viviamo: esiste o non esiste un confine? Sull’idea che il mondo sia una enorme sfera con definiti se pur immensi limiti, teoria poi non proprio impossibile, si potrebbero intessere numerose ipotesi, una di queste relativamente alla curvatura del tempo. Indubbiamente l’uomo non ha ancora sondato sino in fondo le profondità del cosmo la cui estensione infinita sembra sfuggire al concetto conoscitivo, come J. L. Borges invece spesso introduce nei suoi scritti, non però esclusivamente parola ma realtà fisica. Del saggio, questa volta storico, su Giulio II e Michelangelo, verrebbe da notare la risposta che l’artista diede a proposito della Cappella Sistina: è solo intonaco dipinto. Quale differenza di grandezza.

Sulle catastrofi generate dalle ideologie l’autore si esprime in modo equilibrato e come poeta ci dona un messaggio d’amore universale nel segno della giustizia e dell’armonia. Tra i Pensieri vorremmo riportare “siamo gli occhi e la mente dell’Universo” che, in senso anche filosofico, si ricollega alla domanda posta in precedenza. Ma c’è davvero una verità, che forse Ponzio Pilato comprese o mostrò di non voler comprendere: Gesù non è venuto a creare una religione. Lo si tenga a mente, e molte cose ci saranno chiare.

Recensione
Literary © 1997-2020 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza