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Perché la vita sia... e altre poesie

Poesia. Non è raro il caso per cui un poeta intenda riproporre da precedenti raccolte testi con ogni probabilità selezionati, tipo di soluzione che presenta al lettore una ‘reminiscenza’ e il piacere di percorrere sentieri già noti: è quasi certo che la qualità complessiva della raccolta cresca in modo esponenziale, inoltre l’apparato critico svolge la funzione di evidenziare alcuni tratti di questa poetica, peraltro ormai nota per le sue caratteristiche, non ultima la ricerca esistenziale.

In una temperie piuttosto problematica il poeta sente la necessità di un approdo sicuro o, come egli scrive, di mettere radici, di trovare cioè un punto solido cui ancorarsi, e infine placare quel pensiero costante che pur con difficoltà intravede una possibile verità oltre la realtà precaria dell’istante, e può darsi che la meta sia la stessa poesia, elemento non deteriorabile ma fermo in una sua concezione non solo linguistica, bensì di contenuti, atti e memorie individuali. Tuttavia il desiderio di conoscenza non si placa, è anzi un valore che spinge a nuovi orizzonti, obliando l’effimero e volgendosi a spazi oltremondani.

Detto questo, va rilevato il linguaggio poetico di Tavčar, dotato di una particolare cifra espressiva; ecco allora “l’eco granulosa del tempo” con quello scabro aggettivo che si attaglia in modo inequivocabile al traslato anche nella funzione grammaticale del soggetto trattato. E benché talune ‘ruvide’ immagini facciano presumere una difficile cognizione delle cose, è soprattutto nei versi che si realizza l’armonia e la parola diviene più consistente della materia che la circonda. Però qualche volta conviene stare alla finestra e cogliere con lucido intelletto il mondo di ogni giorno.

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