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Una vita diversa

Poesia. Viene spontaneo il paragone con la precedente raccolta Il Vantaggio del Dubbio uscita qualche mese prima: quella conteneva una notevole quantità di poesie, questa invece un numero ridotto, solo una cinquantina. Il motivo c’è.

Non è da ricercarsi nello stile, che sostanzialmente rimane invariato, con caratteristiche che riguardano anche la parte formale: testi brevi, eliminazione dei segni di interpunzione, uso esclusivo delle parentesi che, come si sa, indicano spesso un ripensamento o una precisazione, costituendo piccoli nuclei interni al testo, ma indubbiamente significativi.

La raccolta nasce da un’assenza, quel tipo di assenze che mai si vorrebbero e che pure nella vita, coi suoi limiti anagrafici, siamo costretti ad affrontare. Chi non c’è più, o è in altra dimensione, può tuttavia rivelarsi nelle figure di un universo immaginario, sebbene non totalmente concluso: “ti riconoscerò in ogni nuvola” — è questo il sentimento poetico più elevato, quando la natura diventa disegno interiore e sembra partecipe del nostro dolore, quasi a volerlo attenuare attraverso le sue immagini simbolo che resistono a ogni tempo e luogo.

E ancora: “Spesso ti sento come un’onda d’aria”. La vita diversa allora affiora dove il pensiero cerca consolazione, potendo sopravvivere in un vaso “come un fiore reciso”. C’è dunque speranza e disinganno: di ciò si fa portatrice la poesia. Se davvero tutto fosse finito, scrivere perderebbe il suo significato. Di fronte al muro d’ombra dell’inconoscibile l’utopia acquista un valore assoluto, superando qualsiasi opaca barriera. Si intravede quel mondo oltre poiché l’irreale riesce a specchiarsi nel reale, e si crea l’ipotesi anche di un moto contrario, il reale riflesso in una irrealtà che lo è soltanto di nome.

Il poeta ha saputo tradurre l’assenza in un continuo sfuggente, com’è tale la coscienza se si astrae dalla materia e penetra a fondo nelle pieghe dell’essere: si ha quasi la certezza che “i pensieri inventano la vita”. In questo caso nulla è perduto, la nostra presenza che prima o poi deve diventare assenza trova uno spiraglio per non venire obliata.

Recensione
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