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Vince chi resta

Sono del parere che ci vuole sempre un gran coraggio a esprimere i propri “credo” in una società che si definisce “attuale” solo quando mette in rilievo problemi che tali sono perché, a parer mio, non si è mai tenuto conto delle fondamenta per costruirli e ri-costruirli.

Così, se si spopola da un luogo è perché questo non garantisce un futuro senza invece ri-vedere ciò che c’è, salvare il salvabile che sempre c’è, aggiungerci un po’ di entusiasmo e ri-mettere mano per ri-costruire cose nuove.

La stessa cosa può valere per un viaggio all’interno di noi mentre si cammina nei luoghi che si conoscono. Così la propria città la si percorre respirandone i ricordi, la bellezza, le sensazioni di ben-essere. Un passo dopo l’altro e ci si racconta...Piazza Piattellina, Piazza del Carmine, via S. Monica, via dei Serragli...fino a piazza S. Spirito. Pare di camminare insieme a questa coppia che comincia ad avvicinarsi... a toccarsi...a desiderarsi, lungo un percorso che ci fa ricordare la bella Firenze o che potrebbe diventare una guida per un turista.

Così, mentre “l’essere” di Filomena si dibatte con il “voler essere” della scrittrice, sale la curiosità di conoscere la verità da parte di Walter conoscitore esperto delle piante e del loro potere curativo.

Anche Filomena conoscerà una verità, taciuta per troppo tempo, che la solleverà dalla zavorra di un passato che l’aveva resa insicura e piena di domande irrisolte.

I messaggi che riporta questo bel libro, sono molteplici e tutti si riferiscono a valori importanti.

Molto interessanti i messaggi della natura. Il lago Badia, poi...è un incanto.

Come si fa a non restare quando ogni cosa, ogni pensiero ci ri-portano a noi regalandoci quell’amore salvifico che tutto può?

Recensione
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