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Diletto

Walter Nesti aspira, con la sua poesia, a procurare un diletto spirituale al lettore, e in questo nobile compito riesce sapientemente anche perché i suoi versi - come afferma Pietro Civitareale nella prefazione – "sono di una estrema limpidezza" e "disposti alla comunicazione". Il tempo diventa per il nostro Poeta oggetto assiduo di meditazione e scandisce i ritmi del suo poetare:"Il tempo dell' inganno", "Il tempo della, memoria", "Il tempo corto", "Il tempo lacerato". Altro elemento della sua visione e del suo mondo interiore é il segno: "Segnali di seti oscure" - "la mano trema a volte/nel segno antico" – "Inconciliati segni" – “… nessun segno incide la terra" – "saranno inciampo al passo ostruzione al segno… Il "segno" come linguaggio misterioso della vita e dell'essere, che il Poeta con intuito profondo percepisce, interpreta, scopre. Il "segno" come presagio - "e credere ai presagi"; "Primo presagio il canto del cuculo" –, come prodigio – "fra luce e ombra | di un prodigio inatteso".

Pienezza e delicatezza sono la forza intrinseca della poesia di W. Nesti. Pienezza di un pensiero che ovunque circola e si manifesta come lettura e accoglimento del Reale a volte in maniera triste e lievemente angosciata, forse, ma sempre, comunque, equilibrata e luminosa. Delicatezza, congiunta a musicalità che proviene anche da armoniose allitterazioni, finezza di linguaggio rarefatto e leggero: "i veli violati del pensiero" – "Altrove trovava le sue vie l'inverno" – "liberi come l'acqua | che correva sui ciottoli del fiume" – "ancora imprigionate | dal barbaglio del sole sopra l'acqua".

Vi è, è vero, "l'inganno del tempo", vi sono le "domande senza risposte", “i rumori di un presente | funesto | come funesto il passato nel ricordo", vi è il "mistero" in cui "avverti più profonda la sconfitta”. Ma "ignorare il nemico è darsi vinti", la "speranza" è "tenace testuggine che affronta il tempo" e "il vano disunito arrendersi | all' insulto dei giorni | non cambia il paesaggio”. Dunque “la scelta si impone". Una scelta di lotta e di vita, di fede e di attesa, pur nella "Altalena di attese”. Siamo di fronte allo "sfascio del tempo", a un "incerto gioco", un "pallido gioco", a "nuovi sogni con innocenza arresi | al reale che schiaccia", ma conviene "non pescare nel fondo | … i depositi dell'antica melma" e lasciare che sbocci “il seme alla fiducia”.
Recensione
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