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Fuori tempo massimo

Chittero Villani, già autrice di "La leggenda di l)ravella" pubblicata da Editrice Veneta, con traduzione in inglese e in tedesco, ha presentato un suo nuovo lavoro Fuori tempo massimo, allo Studio L di Una Zenere.

Si dipana in quest'opera il sentimento delle eventualità perdute, di ciò che sarebbe potuto essere e non è stato, il rigido destino non accetta in tal senso tolleranze o dilazioni varie, non permette dunque flessibili indulgenze o recuperi in dolcezza; si cade allora nella logica dell'insoddisfazione ed il riscatto di ciascuno è ottenuto soltanto nelle reinvenzioni ovvero nell'immaginazione che denuncia intoppi ma pure soluzioni.

Perciò anche nella finzione letteraria della Chittero si svolgono praticamente tre romanzi in uno, in quanto il lui o la lei, i protagonisti della narrazione, leggono o creano ognuno un romanzo proprio; questo, in apparenza frutto scisso e avulso dai vissuti dei due eroi, in realtà s'innesta, s'intreccia, interpreta e chiarisce la storia principale ossia la vicenda "reale" dei due personaggi cardine.

l,a stessa distanza, tra Luciana-regista e gli attori chiave della vicenda, dà la misura delle capacità elaborative della scrittrice che, proprio con tale divario, offre testimonianza della finezza di comprensione e di penetrante riflessività descrittiva delle personalità coinvolte; d'altro canto il tutto viene tratteggiato con ricco coinvolgimento umano.

In effetti la Chittero ha perfettamente assimilato la lezione di Joyce e Svevo e, per tale motivo, evidenzia l'assoluta importanza delle facoltà di reverie, di fantasia creativa che é, s'intende, anche un'indicazione attuale a rivisitare il nostro mondo interno per un'autolettura maggiormente equilibrante.

Si arricchisce pertanto la possibilità di rinnovare o ampliare pure in noi uno spessore di vita più decisamente personale al di là dei comportamenti esterni o solo formali a cui di frequente il mondo odierno, ricco di lustrini, ci riconduce e alletta; con questo invito sottilmente implicito, cioè sempre fra le righe, viene ribadita e rivalutata la validità del sentire piuttosto che il mutilante solo vedere o il farsi vedere eterogestito che ci frastorna spesso.

Tale suggerimento e impostazione di Luciana fanno sì che, secondo me, quest'ultimo suo lavoro possa inserirsi come un'opera molto significativa nella letteratura attuale.

Recensione
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