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A sensi congiunti

la casa del tempo

Spesso mi capita di leggere poesia d’amore e spesso mi accorgo che in molti si accostano a questo tema in un modo diaristico, senza criteri di ricerca e/o di rivalutazione dei concetti attorno ai quali ruota questo tipo di scrittura. Scrivere d’amore o dell’amore è cosa assai complicata e scadere nel prevedibile, nello scontato e, peggio, nel banale, non è raro.

Angela Greco, vive in maniera più o meno “romantica” i suoi desideri, filtrandoli a livello inconscio e trasformandoli in parole per porgerli al lettore sotto forma di genuina poesia. Genuina perché piena, ma nella giusta misura, di quell’enfasi propria dell’innamoramento; genuina perché interelaborata, masticata a lungo prima dell’emersione e non sovraccaricata di quei logismi da diario provenienti da una cultura poetica di tipo scolastico, bensì da lettura e studio di autori classici e contemporanei.

A sensi congiunti, già come titolo, lascia allargare l’immaginazione oltremodo, ridestando, tra le funzioni corporali (così, ultimamente e spesso, si è ridotto l’unirsi), quell’atteggiamento proprio della percezione amorosa che unisce due persone molto tempo prima che lo faccia una attività sessuale (mi raggiungi prima della mano lieve…).

Suddiviso in due parti, questo poemetto, articola con delicata eloquenza la pressione poetica esercitata dall’esigenza del “dire”, dall’urgenza di trasferire sensazioni ed emozioni attraverso un ponte di parola e gesto, che lega corpo e spirito in modo aereo ma stabile. E la ricercata stabilità che si intravvede nei versi di “A sensi congiunti” si sviluppa in una forma che parte da una filosofia aristotelica di un primitivo sentire, per concludersi, con un arco ben definito, in quella reazione di fusione dove, inevitabilmente, l’eros diviene fondamenta di tutta la struttura ed ogni pronome diviene un “noi” che, seppur non detto, sembra l’obiettivo primario (echi d’infiniti luoghi/da raggiungere e congiungere lievi…).

“Coincidenze”, che è la prima parte di questo libro edito dalla Smasher di Giulia Carmen Fasolo, racchiude con evidenza il fenomeno dell’innamoramento turbolento (…e mi ricopro dell’odore del perdermi in te…) che allontana dalle distinzioni maturate che, invece, si presentano in “Realquotidiano” dove si intravvede una crescita sia sensoriale che poetica ma non perde quella forma di pensiero dialogico dell’appartenersi (…come le tue mani sulla mia pelle/nuda d’altre verità che non sia tu…).

Le “coincidenze” da cui il titolo di questa sezione del poema, si direbbe che siano incidenze non congiunte in quanto, pare che il dialogo sia un soliloquio e che le vicende della protagonista siano solamente pensieri (…e in punta di penna e di lingua/trattengo bilettere sospiranti….), tuttavia, senza cadere nello scontato e con lo svolgimento di un eros molto forte, la Greco si propone con termini poetico/descrittivi ed intenti di struttura intermedia che se mantenessero un verso super lungo, l’intero progetto poetico si sposterebbe verso la prosa lirica. La poetica, infatti, tende al narrativo conservando un interessante lirismo che caratterizza ed esalta la base, direi, onirica della vicenda narrata, con alternanze linguistiche che non ne pregiudicano lo “scorrere” anzi, spesso, ne arricchiscono la struttura: “E non c’è nulla di più erotico del tuo silenzio:/ condensata in quell’assenza di suoni è tutta la musica/poi è la tua voce nuova esplosione per altre origini.” che si alterna e sovrappone a “dono della luce /dal profumo di buio appena vissuto /danzatori notturni di sonorità recondite /prendendoci e perdendoci tra lenzuola…”. Ecco come Angela Greco, a mio avviso, rilancia i suoi messaggi con una alternanza visibile e sovrapposizione tra il narrativo ed il lirico.

Recensione
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