Servizi
Contatti

Eventi


Prefazione a
Among Water Angels and Wind
di Giorgio Bolla

ovvero tra acqua, angeli e vento

Traduzione a cura di Carolina Migli Bateson

la Scheda del libro

Plinio Perilli

C'è una dolcezza sempre inquieta e profusa, nei versi di Giorgio Bolla, amico della vita, e devoto, laico fedele illuminato, peregrinante in saggezza (ma anche laborioso, infaticabile operatore per conservarla, dopo tanti anni vissuti da illustre neurochirurgo infantile)...

Le storie a volte
si abbracciano tra loro,
anche dietro alberi
di collina
o su versanti nevosi.

Dolcissimo, inopinato petrarchista moderno – Giorgio accompagna un inesauribile pensiero della vita, del vissuto, del flusso d'esistenza, con la melodia stupefatta e usuale del quotidiano. È un ringraziamento continuo, il suo offertorio (lo ripetiamo, laico, civile ma inebriato di una sana religio) per l'Essere e Tempo, direbbe Heidegger, quel poco almeno che c'è dato di vivere, di spartire come un piccolo dono, l'essenza immensa e frantumata del divino...

Un docile ma caparbio "umanismo", ecco, In cammino verso il Linguaggio; un umile e onesto "offertorio" al rito della vita proprio quando essa accade, ci imprigiona di dilemmi o delizie, ci rapisce, ci addolora anche di more o retaggi più ostili, ma infine, caramente, ci assolve, ci libera:

Dobbiamo salire la morte
per capire
non importa il viaggio
prima che l'albero
cada
in forre di luce.

La sua poesia, fluida e melodiosa, va dunque ogni volta letta, registrata nell'arco e nella misura dei suoi agili, cadenzati poemetti, che come una più vasta e armoniosa costruzione, un'elegante sinfonietta musicale, la esprime, la comprende, e infine la orchestra a testimoniare, ma anche accordare, insieme, il proprio sentimento e il proprio sentire. Dove sentimento è la parte emotiva, il rutilante afflato sensitivo; e sentire la qualità o pausa razionale, insomma la mozione pensosa...

Abbiamo detto sensitivo, ma forse potrenno meglio precisare "sensoriale": qualità ancora più segreta, indicibile e desiderante (Miei sensi è appunto un denso inedito, forse il suo sorprendente fulcro espressivo). Ma Bolla si prova comunque ad evocarla, a rincorrerla proprio come un sogno che mai non capiamo, e per fortuna, in quale lido ci conduca, ci imprigioni o ci premi:

Archi imbiancati o seni
di rosa canina,
attraverso rovi di linfa
ascoltami nel sonno,
dopo ancora
in fondo al crollo
delle parole.

L'armonia su di tutto e soprattutto, vorrebbe voglia di motteggiare, distillare una sintesi. Veneto di Adria (classe '57) e dunque dolce e fascinoso come la sua regione, Giorgio Bolla, Dietro il paesaggio (citiamo il grande Zanzotto) e dentro quella luce, alligna una visione fertile, un sapore e un retrogusto amabile della vita, e dei suoi amori, radicati o dissipati che siano, che restino...

Il primo poemetto, Storie di acqua, di angeli e di vento (2013) è quasi la registrazione del guizzare felpato e goloso assieme agli occhi d'un gatto (il proprio, Ange), rispecchiante e avulso, domestico e straniero assieme: "Titolare il sogno / sulle tue zampette morbide / e felici, / ossute nei contrasti / del gioco"...

Preghiere oltre se stesso (2016) si apre con una sentita dedica al Pasolini friulano; continua con un ricordo lampeggiante di Don Milani ("Il prete dei fanciulletti"); e si chiude con un componimento a "Sarajevo, ancora" che brilla come un cristallo insanguinato e gelido di Storia: cristallo di rocca, puro e nefasto per "le speranze di amore / di popoli, di gioie, / di respiri ora morti / perché uccisi".

Sale un'ininterrotta, tiepida preghiera quasi dalla terra al cielo, dall'uomo a Dio, perennemente invocato ma sconosciuto sempre, quando la sua stessa ombra adirata, ci toglie la luce. Luce immeritata? Ma la luce non giudica: cade, accade, pervade, come "Il senso della pioggia"...

Negli azzurri silenzi
cieli di nuvole
e le verità sciolte
in brillanti colline
di senso.
In penombre
e fumi di Dio.

Onore al merito di questo poeta educato, semplice e nobile, costantemente epurato e rinfrancato d'eleganza. Non conta ora fare altri nomi, altre derivazioni certo casuali o inopinate... Diego Valeri, il primo Bertolucci? Bino Rebellato ospitale di gentilezza?... Betocchi, certo, giacché anche qui Realtà vince il sogno; o magari Parronchi, ma quello più arreso e romantico; perfino l'Alfonso Gatto più visivo, più dolce e ameno (quello delle Rime di viaggio per la terra dipinta, ispirate dai suoi svaghi pittorici). Gemme a noi care del '900 in luce... creaturale e riconciliato: Ego accipio umbram Dei...

Giorgio Bolla è poeta due volte: in proprio, con quel suo dettato semplice, dolcemente ermetico ma come arrestatosi, rapito di fronte alla porta, all'ingresso o ingranaggio, crisma divino della nostra umanità (fragile, ferita, escoriata di prove); e quale amico schietto della poesia tutta, che sa riconoscere, celebrare e affratellare ovunque, perché gli è realmente sorella e consanguinea.

"Le anime ascoltano, / condotte da / un folle auriga"...

Poeta e chirurgo di squisita, raffinata vocazione , adotta, protegge e i versi e i tessuti con un lessico che incide e salva, taglia, sutura... l'Amore è sempre del resto un'operazione a cuore aperto – che è come dire, a cielo aperto... Tagliare l'azzurro come fosse carne: anima rossa, risanata e pulsante.

Preface
To Giorgio Bolla
Among the Water, Angels and Wind

Traslated by Carolina Migli Bateson

There is always a profound and restless sweetness, in the verses by Giorgio Bolla, my friend in life, and devote, laic, faithful enlightened, pilgrim of /in wisdom ( that he preserves as a laborious worker, after many years of work as a renowned paediatric surgeon )….

Tales sometimes
embrace themselves,
even behind trees
of hills or slopes of snow.

Sweetest, unexpected modern petrarchist – Giorgio accompanies an endless thought of life, of life lived, of the existence’s flow with the dumbfounding and usual melody of everyday life.

His offertory (we repeat civil, laic, but infused of a sound religio) is an endless gratitude for Existence and Time, as Heidegger would say, that little time of life that has been given us to live, to share like a small gift, the immense and broken essence of the Divine.

A docile but wilful “humanism”, here, A walk towards language; a humble and honest “ offertory” to the ritual of life in the very moment of its happening, that cages us into delights and dilemmas, it takes us, it pains us of delays and hostile heritages , but,in the end certainly , it absolves and frees us.

We must climb death
to know.
No matter the journey
before the tree
falls
in ravines of lights.

His fluid and melodious poetry, has to be read every time recorded within the arch and the measure of his agile and cadenced poems. His work- as a broader and harmonious construction and an elegant melodious symphony- expresses, comprehends, and in the end orchestrates in order to testify, but also to accord, together one’s sense and one’s Sensibility. Sensibility is intended here as the emotional part, the shining sensitive breath; Sense is the quality or rational pause, therefore the motion of thought.

We used the adjective sensitive, but maybe we could actually say “sensory”: an even more secretive unspeakable and desiring quality (My senses is indeed a dense unpublished work, maybe his truly surprising expressive fulcrum).

Giorgio Bolla challenges himself to evoke this quality, to run after it just like a dream in which we, luckily, will never know where to be brought, be caged or be rewarded:

Whitewashed arches or bosoms
of wild roses,
throughout spines of sap
listen to me while you sleep,
then again
at the end of the fall
of words.

“Harmony over all and most of all” one would like to write it as a motto, or distil it as a synthesis.

Giorgio Bolla comes from the northern region of Veneto, born in Adria (class’57) is as sweet and fascinating as his land, to quote the great Zanzotto Behind the landscape and inside that light, prospers a fertile vision, a taste and a sweet aftertaste of life, and of its scattered or rooted loves….

The first poem “ Stories of Water, Angels and Wind” (2013) is nearly the recording of the soft and gluttonous leap of the eyes of a cat (Ange, the poet’s cat) together distant and reflecting, domestic and feral: Title the dream/on your soft/ and happy paws,/ bony in the contrasts/ of games...

“Prayers beyond one’s self” (2016) opens with an inscription to Pasolini, Poet from the North eastern region of Friuli and continues with a flashing memory of Father Milani (The priest of the young ones) then ends with a poem “Sarajevo, again” that shines like a bloody and cold crystal of History, a rock crystal, pure and ill-fated for the: Hopes of love/ of people, of joys,/ of breaths now dead/'cause killed.

A continuous uninterrupted warm prayer rises from the earth to the sky, from man to God, perpetually evoked but always unknown, when his own angry shadow, takes light away from us.

Is this light unfair? Light does not judge though; light falls, it happens, it permeates, like in “The sense of rain”…

In the blue silences
skies of clouds
and unraveled truths
in brilliant hills
of sense.

Well deserved by this polite poet, unpretentious and noble, constantly purified and refreshed with elegance. There is no need now to quote other names, other fortuitous or unpredicted sources … Diego Valeri , the first Bertolucci? Bino Rebellato whose work hosts finesse? Bentocchi, certainly since here also Reality wins over dreams; or maybe Parronchi, but the more romantic and surrendered one; even Alfonso Gatto, more visionary, sweeter and pleasant (the one of Rhyme of the painted earth travels, inspired by his painting leisure). Gems of 1900s fond to us and enlightened…. Creature and reconciled “Ego accipio umbram Dei”(lat:I take the shadow of God)..

Giorgio Bolla is a poet twice: in his own self with his simple sweet and hermetic way of writing, simple but stunned, taken facing the door, at the entrance at the mechanism, divine chrism within our humanity (fragile, wounded scarred by the quests of life); and also as a friend of whole Poetry, Giorgio knows how to recognize, celebrate and brother everywhere,because Poetry really is his sister and kin.

The souls listen, / lead by / a foolish chariot.

Poet and Surgeon by exquisite and defined vocation, he adopts and protects his verses and his tissues with a lexicon that opens and saves, cuts and stitches … Love is always indeed an open heart surgical operation – or thus we could say an open sky operation … To cut the blue as flesh: finding a scarlet soul healed and beating.

Materiale
Literary © 1997-2022 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Cookie - Gerenza