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Attraversandomi

poetrydream

Attraversandomi è un’opera originale e compiuta di Angela Greco, nata nel 1976, nella quale, come dal titolo, la città di Roma entra in sintonia, quasi in simbiosi, con la poeta.

Angela l’attraversa e ne è attraversata, virtualmente, come una turista, nel suo percorrerla, sorgivo e sempre capace, di giorno in giorno, pur nella ripetizione, di provocarle stupore e meraviglia. Greco è attenta a captare ogni sfumatura ogni particolare, di quello che le si staglia davanti agli occhi.

Una poetica della dolcezza, rara nel nostro panorama, caratterizza la scrittura della giovane autrice, che si presenta come una delle voci più promettenti nel nostro contesto letterario. Tutti i segmenti omogenei, dai quali è composto il testo, sono privi di titolo e intervallati l’uno con l’altro da suggestive fotografie dell’autrice.

Queste immagini a colori bene si amalgamano con l’ordine del discorso, fino a creare una sintonia e una fusione tra parole e immagini.

Lo stile è in lunga ed ininterrotta sequenza con una scarsissima dose di punteggiatura. I tasselli del mosaico di parole sono formati da sequenze composte da versi tutti lunghi, dei quali è ottima la tenuta.

Un diario dell’anima, un sogno ad occhi aperti, una promenade sorgiva e iterativa, fiorevole, neolirica, elegiaca, per confrontarsi con la bellezza della città eterna. In questo Greco vive il senso di cronotopo, di spazio nel tempo.

Ed è proprio il tempo stesso un elemento fondamentale e fondante per Angela, tempo che è nella stessa misura alleato e tiranno. Nel contesto c’è un tu al quale Angela si rivolge, che potrebbe essere quello dell’amato e del quale ogni riferimento resta taciuto. Chiarezza, nitore, luminosità connotano il dettato di Greco e la forma è controllata, raffinata e ben cesellata.

Sicuramente Attraversandomi, per la forte unitarietà e coesione interna, può essere letto come un poemetto e appartiene ad un genere del tutto originale.

Si legge tutto d’un fiato il libro e se ne rimane incantati per la capacità dell’artista di evadere dal mare magnum della quotidianità che va stretta e da una vita che a volte dà scacco, nel rigenerarsi dello spirito nella riscoperta delle proprie radici attraverso i luoghi visibili, nel riappropriarsene con l’anima e con il corpo.

E non potrebbe questo avvenire nel migliore dei modi proprio a Roma, crocevia di civiltà, città affascinante nell’epoca della globalizzazione che le conferisce un valore aggiunto, un fascino indiscutibile, rassicurante e numinoso nello stesso tempo.

Un esercizio di conoscenza, senza autocompiacimenti, preciso e leggero, che potremmo definire neoromantico.

23 aprile 2015

Recensione
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