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Dichiarazione di poetica

La poesia è ancora viva, anzi aumentano di giorno in giorno i poeti in Italia e nel mondo. L’assunto di Adorno riguardante la morte della poesia, l’afasia, dopo la Seconda Guerra Mondiale e l’Olocausto, non si è realizzato nella storia della letteratura.

Espressione del suo tempo, la poesia stessa, come asserito da Focault, specchio delle varie società nelle situazioni contingenti.

La produzione poetica va dai due estremi, quello che privilegia l’intimismo (amorosa o esistenziale), fino alle forme politico – civili. Queste ultime si realizzano anche nella Siria contemporanea dove esistono voci che, andando fuori dal coro, denunciano la dittatura e la guerra, le offese all’umanità che lo sono anche all’intelligenza.

Paradigmatico il caso del poeta Jack Hirschmann che, per affermare le sue idee pacifiste in poesia e a livello ideologico, perse la cattedra universitaria negli Stati Uniti d’America per il suo impegno etico contro l’intervento e le atrocità nella guerra in Vietnam. E tuttora lo stesso Hirschmann continua a tenere readings in tutto il mondo per denunciare con rinnovato coraggio tutto quello che va contro la vera democrazia e la civiltà.

Quindi nel nostro Paese e ovunque, ora che con il verso libero anche i bambini possono scrivere poesie (e ne hanno scritte di splendide), la poesia salva la vita, come affermato in un saggio divulgativo da Donatella Bisutti.

Scrittura di versi come antidoto al male di vivere di montaliana memoria e al mal d’aurora di tanti ragazzi e giovani. Poesia come fusione di conscio e inconscio, di fisico e psichico nella sua creazione, quanto nella fruizione.

La poesia viene alla luce come testimonianza di quanto suddetto, quando si moltiplicano siti, blog, concorsi e piccoli editori coraggiosi per assecondare le esigenze dei poeti. Sono iniziative tutte politically correct, anche se esistono rivalità e litigiosità tra i rappresentanti di questo settore e ci sono sempre state.

Una vera polifonia si è venuta a realizzare negli enunciati diversificati tra loro dei poeti contemporanei che vanno da quello sperimentale a quello tout-court neo lirico, finalizzati tutti, innanzitutto, alla libertà di scrivere prima per sé stessi, che per l’esigenza e l’urgenza di essere letti.

Un’antologia di poesie, nel suo includere vari autori e non uno solo, può divenire un ipertesto e la sua lettura può essere stimolante tramite i confronti per i lettori (dei quali la maggior parte saranno essi stessi poeti).

Esistono anche antologie sottese ad un tema specifico, mentre in altre si dà ai partecipanti inclusi la più completa disponibilità di scelta nel presentare i testi.

È da sottolineare che ogni poeta trova la sua strada pubblicando libri, plaquette o su riviste cartacee o on-line.

La poesia a parte i narcisismi degli autori e delle autrici (stimolati dai premi vinti e dalle recensioni), è soprattutto un fatto interiore.

I versi sono, per usare una metafora fotografica, il negativo delle fotografie delle immagini della vita più intense e, di poesia in poesia, di raccolta in raccolta, ogni scrittore scopre, diacronicamente, la sua provenienza.

Si potrebbe applicare per chi scrive la metafora del messaggio in bottiglia, del segnale gettato nel mare per raggiungere un pubblico, che sia la persona amata, gli amici o i critici letterari.

La poesia è lanciata nel circuito dell’alterità dall’autore, che sarà lieto di vederla apprezzata e commentata.

Rispetto a quanto fin qui affermato, Maria Luisa Spaziani parlava, alla fine del primo millennio, di inflazione della poesia e dei poeti stessi, paragonando la tanta carta stampata per i libri di poesia alle borse piene di banconote, usate dalle donne della Germania nazista per andare a fare la spesa. Con la nascita del fenomeno internet, oltre che ai libri e alle riviste, l’ambito dell’inflazione stessa si allarga alla diffusione della poesia sul web.

In effetti, visto che tutti possono scrivere e quasi sempre essere pubblicati, a livello generale, c’è uno scadimento della qualità anche se, sul piano etico, è sempre opportuno e meritevole scrivere pure se i risultati sono elementari.

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