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Sguardo d’artista
omaggio a Michele Frenna e a Raffaello Sanzio nel 500° anniversario della morte

Sguardo d’artista, il composito volume che prendiamo in considerazione in questa sede, può essere considerato, in senso lato, un ipertesto strutturato attraverso l’interazione e l’intersecazione di più linee di codice di natura artistica e concettuale.

Infatti nel suddetto libro si ritrovano molto bene amalgamate tra loro parti biografiche, saggistiche, poetiche e di riproduzioni di opere di carattere figurativo del genere del dipinto e del mosaico.

Gabriella Frenna è l’autrice delle poesie sempre ispirate ai dipinti di Raffaello Sanzio e ai mosaici di suo padre Michele, tutti riprodotti a colori, ed è anche la coordinatrice del testo che include la biografia di Raffaello (1483-1520), lo scritto La Fornarina, il vero amore di Raffaello, la presentazione di Luigi Ruggeri e la nota Fede e arte in Raffaello Sanzio.

Come nota Ruggeri quando si scrive o si parla di grandi personaggi della storia, come del pittore urbinate e li si vuole contestualizzare nel tempo presente, bisogna sempre procedere con cautela. Così ho inteso muovermi fra le pagine di questo libro per cogliere aspetti artistici del grande maestro e porli, più che a confronto con Michele Frenna, in rapporto con la causalità dell’opera artistica. Il segno pittorico – musivo attraversa il confine della leggibilità narrativa e della scrittura per mettere a nudo la materia continuamente immersa in un costante, oggettivo, e pacificante flusso metamorfico.

Per quanto riguarda la poetica della Frenna bisogna affermare che appartiene tout-court al genere neolirico nelle descrizioni delle opere dei due autori. Poesie - riflesso che sono tutte affabulanti, poesie come didascalie alle geniali invenzioni figurative dei due artisti così distanti nel tempo tra loro eppure così vicini perché accomunati dal comune denominatore della fede nel carattere salvifico ed epifanico dell’arte attraverso forme che si mantengono, nelle loro totali differenze, connotate da efficaci cromatismi senza mai praticare i campi dell’astratto o dell’informale.

Le poesie sono tutte centrate sulla pagina e sembrano fluire in lunga ed ininterrotta sequenza come ruscelli icastici e leggeri di parole e le immagini dedicate alle icone scaturiscono le une dalle altre.

Attraverso l’unirsi di poesia e pittura ci si ritrova nella dimensione dell’ipersegno e anche nei felici connubi il fortunato lettore ritrova il piacere del testo nelle scorrevoli e narrative poesie nitide e luminose che possono considerarsi come specchi dei quadri e dei mosaici in una sinergia esaltante sia che si evochi l’atmosfera rinascimentale sia che si tratti di segni della nostra contemporaneità perché l’Arte è atemporale.

In una poesia Raffaello viene detto con urgenza divino perché ritrasse nelle pitture l’ideale classico della somma bellezza con grazia e nobiltà dei bei atteggiamenti e in altri passaggi poetici Gabriella sembra entrare nell’officina del pittore nel suo descrivere anche tecnicamente il suo poiein di artista.

Per quanto riguarda l’arte di Michele Frenna (1928-2012) si deve mettere in rilievo che ha praticato nella sua vita l’originale genere artistico del mosaico con i tasselli di vetro alimentato dal senso di stupore e di amore per la sua terra siciliana e le sue opere sembrano raffigurazioni pittoriche viste da lontano quando invece sono mosaici ben delineati con gradevoli tonalità cromatiche che si amalgamano con armoniose sfumature dove un ruolo importante lo gioca la luce.

Quindi come dal titolo il libro in toto, nella sua complessità, è un acuto sguardo d’artista e anche al lettore spetta il compito e il piacere estetico di guardare, leggendo la sinergica interazione che si realizza nei vari campi espressivi.

Recensione
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