Servizi
Contatti

Eventi


Trivella

D’origine francese Edith Dzieduszycka nasce a Strasburgo dove compie studi classici. Oltre alla scrittura conduce un’attività artistica con personali in Italia e all’estero. Ha pubblicato numerose raccolte di poesia, romanzi e libri di racconti.

Trivella, il libro dell’autrice che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta una prefazione di Sandro Gros – Piero ricca di acribia e approfondita.

La raccolta molto estesa è scandita in due sezioni intitolate Andata e ritorno e Nulla per te.

Elemento fondante, da mettere in rilievo per entrare nel merito della struttura delle composizioni dell’autrice, tratto che sottende anche il senso semantico dei versi, è quello della disposizione degli stessi, nel corso di tutto il percorso dell’opera, centrati sulla pagina.

Così le poesie si distendono in un percorso sinuoso e intrigante con il quale mutano i rapporti tra le varie immagini descritte, tramite una forma accattivante sottesa ad un’amplificazione dei rapporti tra significati e significanti.

Tutte le composizioni sono prive di titolo e numerate e in esse si mescolano sensazioni tattili e corporee con riflessioni filosofiche quasi esistenzialistiche.

La poeta produce tessuti linguistici affascinanti, arazzi si parole logicamente collegate, che hanno la funzione si aprirci squarci sul suo universo interiore, sui passaggi che legano l’esserci con il mare magnum del mondo nel quale è inevitabilmente gettato.

Per la loro compattezza le due parti della raccolta possono essere definite come due poemetti autonomi, nei quali si affonda nelle pagine nel leggerli, in un versificare denso e rarefatto, cangiante e multiforme.

La scrittura di Edith è da considerarsi, nella sua fluidità e rarefazione come del tutto antilirica e antielegiaca, un fiume cristallino di sintagmi che creano visioni che scaturiscono le une dalle altre con accensioni e spegnimenti continui.

L’unitarietà è data da un flusso di coscienza coerente che si traduce in poesia tramite meccanismi per cui quanto espresso deriva da spinte inconsce per debordare in frangenti spesso anarchici e densi.

Un universo caleidoscopico, una polifonia di situazioni che si susseguono tra accensioni e spegnimenti, spesso in un gioco che può apparire minimalistico, costituisce quella che può essere intesa come la chiave interpretativa di Trivella.

Perché nell’estrinsecarsi suddetto di ogni singolo verso sulla pagina, spesso costituito da una sola parola, s’inverano i rapporti tra detto e non detto, dando al risultato una tensione verso una magica sospensione.

Allora, come dal titolo, il poiein si fa esercizio di conoscenza e le stringhe di parole acuminate divengono globalmente una trivella che scava negli interstizi più riposti dell’esistere per fare emergere tante possibili verità che solo la poesia può rendere conosciute al giorno, alla luce.

Recensione
Literary © 1997-2021 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza