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Compos Mei

Caro Gianni

Ho letto con piacere i tuoi libri, ho impiegato un po’ di tempo perché ho voluto assaporare con attenzione e incanto quanto da te scritto nel tempo. Inizio con piacere dal primo che ho letto:

“Compos Mei” - Poesie edite Ibiskos Ulivieri: ho trovato qui il tuo essere un tutt’uno con la poesia, il tuo fare della vita la poesia e della poesia la vita. Tutti temi importanti e sentiti , si evince dalle espressioni che utilizzi quasi tu fossi nato col verso stesso:

-La Donna: in questa sezione io ho amato immensamente la poesia: “Ho rubato all’amore”: “ Ho rubato all’amore troppo spesso!.... Sempre ho rubato senza prendere niente”. Questa espressione mi ha evocato quanto l’amore sia un atto di dono gratuito che produce ricchezza anche quando non te ne accorgi, un regalo di cui son partecipe le parti in questo caso i protagonisti

-L’uomo: questa poesia mi ha riportato alla mente una mia poesia scritta nella raccolta “Sei anime in armonia” dedicata all’uomo e così ho sentito come una specie di fil rouge che lega il mio modo di fare poesia e quello tuo. Mi son sentita complice di contestare un uomo sui generis che non si accorge della bellezza che gli sta intorno, nella tua poesia: “Ascolta uomo”: “Ti sei scordato Uomo del profumo delle viole, del muschio bagnato dalla pioggia”

- I pensieri odierni: ho adorato la poesia “La Panchina” che impersonifica l’attesa di un’anima; e se ne sta lì buona osservatrice di coloro che la vengono a visitare: il sole, il bambino, la rugiada, in realtà solo la magnolia è sempre presente in ogni suo giorno, fino al momento in cui sfiorirà forse?

“La lunga ombra della magnolia accarezza la panchina oggi solitaria”

-L’insonnia, di cui i poeti soffrono spesso, con la poesia “Segnale”, una delle più care… denota bene come chi non dorme sosti nel bel mezzo dell’attesa del mattino tanto desiderato;: “abiti appesi in grucce umane che acquistano corpo….attendono invano il segnale di inizio”.

-Il passato, nella poesia “Notturno Fiorentino”: “bastoni di luce frantumano il nero velo dell’acqua”, il passato che ritorna in un riflesso specchio di acqua.

- La morte: mi son commossa leggendo “Rossi Papaveri”:“ Non applaudite corre solo un uomo stanco; dietro la bocca delle colline non sorridere sole” . Gianni hai reso un’immagine molto animata e vera di un passaggio che tutti indistintamente dal colore della pelle, dalla situazione economica sanno esserci, dove c’è inizio c’è anche fine.

Claudia Piccini (Scrittrice e poetessa, autrice di “Se fossi lei” romanzo epistolare, “L’importante è sentir battere il cuore”, “Stavo aspettando te”, “Sei anime in armonia”)

Recensione
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