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La vita trasformata: “Vai Ciano: muri e tasi”

Emozioni del nipote Rino Piotto per un Caduto nella Grande Guerra

Luciano Piotto, uno dei fratelli di mio nonno Alessandro, è morto per le ferite riportate in combattimento il 19 settembre 1916 in Valsugana. Faceva parte del 19° Reggimento Artiglieria da Campagna e su di lui ho scritto anche un libro “Vai Ciano: muri e tasi! La Vita Trasformata”.

Sono tante le emozioni che la sua tragica vicenda ha suscitato nei parenti, e anche in me. La sua presenza spirituale, che ho definito “io invisibile”, ha dato coraggio ai suoi genitori mentre leggevano la triste lettera che li informava della sua morte, mentre il suo spirito, che “vive in chi lo ama”, sembrava allora incarnarsi nei suoi famigliari e ora nei suoi discendenti per scorrere anche nel mio sangue.

Domenica 11 novembre 2018 ho vissuto un’altra giornata di emozioni straordinarie nella chiesa di San Giorgio in Brenta: durante la Santa Messa di suffragio ai 40 fontanivesi Caduti della Grande Guerra, fra i numerosi presenti mi pareva ci fosse anche Luciano. Mi appariva ora davanti ora dietro, ora a destra ora a sinistra, per dirmi “sono vivo e sono dovunque”.

Ancora più emozionante è stata la cerimonia della consegna delle Medaglie ricordo Albo d’Oro, assegnata anche al fratello di mio nonno alla presenza solenne delle Autorità e di miei concittadini, anch’essi discendenti dei Caduti della Grande Guerra.

Sono stato sovrastato dai ricordi giovanili, dai racconti degli anziani sull’andamento della guerra, sugli assalti alle trincee nemiche: una serie di filmati che scorrevano contemporaneamente nei miei pensieri.

L’apice, ma è difficile distinguere quale sia stato il momento più toccante, si è avuto al suono austero della campana che invitava tutti i presenti ad alzarsi in piedi in segno di onore e di rispetto verso il Caduto, chiamato per nome, che pareva dire “sono qui, non sono morto. Ho vinto la morte”.

L’atmosfera che incombeva in quel momento in quella chiesa, già di per sé sacrale, era diventata ricolma di solennità fino all’ inverosimile: gli alfieri in segno di saluto scandivano un sommesso Silenzio, che imperava mandando messaggi più chiari delle parole.

Quando il luogotenente dei Carabinieri Lago Renato, comandante della stazione di Cittadella, mi ha consegnato il cofanetto con la medaglia sono rimasto estasiato, in uno stato d’animo indescrivibile, tanto che non sapevo come posizionarmi per la foto ricordo.

Autorità e cittadini alla cerimonia per i 100 anni dalla fine della prima Guerra Mondiale
nella Chiesa di San Giorgio in Brenta

Recensione
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