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Il poeta triestino Giovanni Tavčar ha richiamato su di aè, negli ultimi anni, sia l'attenzione del pubblico italiano, che di quello elaveno. Nel 1995 ha pubblicato, in lingua italiana, le risonanti raccolte dì poesia Lo spessore del tempo e Qualcuno verrà. Nell'anno appena trascorso ha pubblicato invece la sua prima raccolta in lingua slovena  Ta mala zemakca veĉnost (Questa breve eternità terrena), Trieste 1997.

Nelle nostre mani fa. bella moetra ora la sua nuova silloge, che potreamo definire antologica, Ko bisere v oĉeh rojevaŝ (Le perle che nascono nei tuoi occhi).

Giovanni Tavčar, figlio di genitori sloveno-auntriaci, educato nello spirito di una tolleranza multicutturale, cittadino di un'Europa.mitteleuropea, strettamente connesso con il micelio di tre culture diverse, quella latina, queella tedesca e quella slovena, è un poeta dall'espressione bilingue, che in entrambe le lingue, quella slovena e quella italiana, naviga alla scoperta delle rispettive caratteristiche poetiche, degli specifici colori linguistici, delle connaturate risonanze ed echi.

ln entrambe le "poetiche'', se così possiamo definirle, egli costruisce due mondi poetici paralelli, significativamente collegati tra di loro, nei quali egli annota la sua vita e le sue conoscenze, ora trasparenti e gioiose, ma aubito dopo aspre e riflessive, con un coerente superamento poetico di ogni gretto nazionialismo, pregiudizio o intolleranza.

In questo momento viene considerato – e ciò gli viene riconosciuto anche dalla critica letteraria italiana – come uno dei poeti più delineati e significativi di Trieste. Sulla rivista letteraria "Revija 2000" ha pubblicato, negli ultimi anni una serie di cicli poetici, dal contenuto preminentemente contemplativo, erotico-(inteso come impulso vitale e religioso) filosofico.

La sua produzione attuale approfondisce questi temi, tramite i quali egli, si interroga incessantemente sulla vera natura del linguaggio poetico, sulla forza motrice che riesce a superare ogni barriera sociale, politica e nazionale ed a parlare così ad ogni persona, avvicinandola al suo personale ed intimo sentire,

La sua è una poesia matura, umanamente commovente e penetrante, che si esplica più nei contenuti, incentrati sui più dolenti ed esposti motivi del vivere quotidiano, che sulla. pura ricerca formale e strutturale del linguaggio neetico. Tavčar si colloca, con la sua poesia, nel centro di quel pensiero contemporaneo che vede nel linguaggio poetico un ponte, una cordata intensamente comunicativa, un modo insomma. diretto per comunicare con gli "altri". La sua poenia si rivolge perciò, sia nella sua. interezza, come nel singolo componimento, "all'altro", al suo simile, a colui cioè che vive ed interpreta la vita come la vive e la interpreta egli stessa.

Anche questa sua nuova raccolta, nella quale egli ha riunito alcune delle sue poesie più caratteristiche ed ancora inedite, scelte in un più vasto repertorio della sua produzione poetica, egli continua tale "ricerca" multiculturale del proprio vivere poetico, nel quale intensamente opera e vive. La raccolta è divisa in sei cieli poetici, collegati tra di loro da un comune legante oggettivo, soggettivo e formale; cicli che parlano delle diverse "stazioni" della sua. vita e del suo rapporto con il mondo. "Non. aspergermi, ragazza, con il tremito tuo selvaggio – Io cerco ancora nuovi sentieri – Chi sono? – Sono stanco, nudo, e vuoto – Come vorrei volare – Com'è bello tornare di nuovo a casa"

Queste "stazioni" segnano il versante erotico ed intimo dell'esistenza, il rapporto con lo spazio ed il tempo, con la lingua e con la patria, con il suo stesso sentire e creare; il più delle volte le tematiche sono collegate ed intrecciate tra di loro con immagini fulgide e luminose, che parlano della maturità delle sue visioni poetiche e del suo più intimo sentire. Il linguaggio è scelto, armonico e raffinato.

La. sua è una poenia fresca, non convenzionale, talvolta. segnata da eventi temporanei, legati all'attimo fuggente, altre volte immersa in realtà senza confini; una poetica piena di immagini, colorate dal suo stesso profondo sentimento; una poetica. senza barriere che giungerti sicuramente al cuore dei lettori.

Ljubljana Maggio 1999

Recensione
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