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Echi e ritmi classici per questa raccolta poetica di Roberta Degl’Innocenti, che troviamo davvero gradevole per come sa modulare ed atmosfere, ma anche un richiamo (casuale?) alla pittura contemporanea “Donna luna” di Jackson Pollock nelle primissime pagine, lirica “Ragazza luna”, in cui vive un mondo fantastico e primordiale, che scorre del resto per tutta questa silloge, ricca di un “sentimento panico della natura”, che nella prima parte spesso si identifica con figure di “streghe”, con il regno della fiaba e una rete di incroci simbolici. “Che mi venga a trovare un sorriso | gonfio di petunie, un’alba tiepida, | un rosso madrigale. | – Lo so – solo i bambini hanno occhi grandi. | Conosci la magia del bosco?” (da Filo saltimbanco).

Se la natura è al centro della prima “stanza” dal titolo “Sogno incantesimo”, in “Graffiacelo” si insinua una nuova sensuale nota, un po’ malandrina. Il canto è sempre formalmente accurato, immaginifico ma misurato.

“Venite! Sono io il pifferaio scalzo. – afferma in “Serenate di grilli” – Sopra cieli cobalto mastico nuvole | di fiele. Pionieri i versi, gracili pensieri, | arcobaleni funamboli alla sera. Dietro ventagli amori un seno di fanciulla di rosa si colora.”

Il principio femminile prende coscienza e si espande, compare un erotismo più marcato. Ma poi ci sono i “Viaggi indiscreti” e una “Rosaviola” che è un po’ la metafora della vita come potrebbe essere se sapessimo spogliarci di false sicurezze e di contorte mentalità.

Spazio anche alle liriche dedicate alla sua Firenze.

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