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Questa raccolta si dispiega in due battiti: uno ampio e uno breve, il primo battito abbraccia grandi temi universali, il secondo è più circoscritto all'esperienza personals, tuttavia non si tratta di una distizione netta. Proprio come nelle vere sinapsi. i cordoni lirici di Antonietta Benagiano si intrecciano, costituiscono collegamenti trasversali. La raccolta appare veramente complessa, i riferimenti classici abbondano. Tra tutti. il tempo, kronos", una sorta di nume della poesia che, infatti, ha tempi ritmici ben precisi e tempi della vita che sfugge e deve essere congelata nei versi.

Non manca la ricerca espressiva col ricorso a un "canto alternato", quasi come un coro greco che risponde alle invocazioni del poeta. C'è la problematicità del presente che porta a dire "Il Verbo é morto". ma poi. come il Dio della canzone. lo ritrovi agli angoli delle strade, nella sofferenza e nella gioia che l'autrice scava e indaga. nella speranza che pur sopravvive. Si avverte semmai la fatica del fare poesia, il travaglio del parto. In un suo modo particolare, ecco che il Verbo (la pocsia) si fa carme.

Recensione
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