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N.O.F. 4 – Centottantadue metri di follia

Graffiti di vita su pareti di un manicomio
i versi sensibili che danno voce al dolore

Una vicenda drammatica, in cui la vera protagonista è la follia umana, è il tema d’ispirazione dell’avvincente raccolta di poesie intitolata N.O.F. 4 – Centottantadue metri di follia di Mariagrazia Carraroli.

Un excursus poetico dai toni forti e incalzanti in cui l’autrice si fa interprete del dramma di Oreste Fernando Nannetti, condannato a due anni di degenza nel manicomio di Volterra e poi trasferito in una struttura comunale. E proprio per dare sfogo alla profonda disperazione di una condanna ritenuta ingiusta N.O.F 4 (così egli stesso si era ribattezzato dalle iniziali del suo nome seguite dal numero del padiglione in cui era rinchiuso) trascorse quegli anni incidendo con la fibbia del panciotto le pareti del suo reparto, realizzando una serie di graffiti che rappresentano l’unico modo per rivendicare una giustizia subìta lasciando una testimonianza allucinante e dolorosa, che è stata anche fotografata ed è in esposizione al Museo dell’Art Brut di Losanna.

La poetessa Carraroli ci consegna questa storia di dolore con la sua intensità espressiva a cui si unisce l’attenta capacità interpretativa del dolore umano caratteristica propria della scrittrice e di cui ha dato prova anche in precedenti produzioni poetiche, con la sua sensibile interpretazione del dolore umano facendosene testimone, ma senza mai esibirsi, cosa tanto più complessa in un testo la cui materia è oltremodo delicata e particolare. E la Carraroli ancora una volta riesce con la sua capacità espressiva a realizzare una raccolta di versi che dando voce al dolore umano sconfinano nella catartica sublimazione.

La Repubblica di Napoli
25 agosto 2012

Recensione
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