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Il Mio Pinocchio

È una poesia di incontri, quella di Pasquale Montalto in “Il mio Pinocchio”. I figli, come Pinocchio, si incontrano con i padri, come Geppetto, e proseguono il cammino senza frizioni insanabili «inventando il mondo / con piacere denominarlo / e con in gola la voglia / ogni volta nuova / di sognare e ricominciare».

È una poesia di luci soffuse, di delicate essenze che penetrano nel profondo del lettore e si sedimentano, feconde di nuovi effluvi poetici.

Un angolo di cielo
Dentro l’occhio del ciclone,
quando lotti per sopravvivere,
e ti è difficile scorgere
lo sguardo di chi ti vuole bene,
puoi capire allora
su chi tu puoi contare
e ciò che vuoi veramente:
… un bacio,
la qualità della goccia
che bagna le tue labbra,
una carezza
strappata all’oblio …
per ogni lacrima che arriva,
c’è certo un angolo di cielo,
che ti consola
e scende a farti compagnia,
e Tu non ti senti più solo.

È poesia di generosi regali perché confidente nel valore fondamentale della parola, quella che annebbia e riscalda i cuori, quella che soccorre e rialza:

Parole in dono
Non sapevo cosa regalarti
Per quanto mi sforzassi
Non riuscivo a scoprire
Cosa potesse renderti felice

Ho allora pensato
A cosa io avessi di più prezioso
Ed è comparsa Poesia

Luce colorata
Che non deve mai mancare
Sulla strada della tua vita

Versi di sole offerti in dono
Alla festa dell’equinozio estivo
Perché riscaldino
La tristezza di ogni tempo

È finestra sul mondo, che il poeta rintraccia in spazi domestici e in contesti quotidiani, perché la poesia è dovunque vi sia uno sguardo che sa coglierla, un amante che riesca a impossessarsene:

Casa mia
La mia casa con la scrivania e il computer per lo studio
Il silenzio finché mio figlio non fa urlare batteria e chitarra
Il giardino sempre verde con fiori in abbondanza
L’arte di Alice che s’allarga con murales quadri e disegni
Il terrazzo primaverile per la colazione
I gatti numerosi e sempre allerta
La mia casa è il posto ideale per sognare
Pasquale con la voce di tanti altri a scrivere poesie

È fuoco d’erotismo e respiri d’amore avvolti nel progredire inesausto del tempo (“Il tempo e le ore”), altro cardine tematico di una silloge, che ritrova il senso del procedere dentro il percorso terreno.

Recensione
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