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L'ultima raccolta di Giovanni Chiellino,
Il giardiniere
impazzito, come nota giustamente la prefatrice Liana De Luca, "è monotematica,
secondo una meritoria scelta e organizzazione del materiale", e il tema che
l'attraversa da cima a fondo è quello della guerra, la parola più frequente è
morte, tanto che ricorre in quasi tutte le poesie direttamente o
indirettamente, per mezzo di sinonimi significativi, astratti come buio o
concreti come l'Angelo Nero. Il titolo deriva da un testo eponimo, in cui
l'allegoria (o la prosopopea, per usare un termine caro a Caproni) del
giardiniere impazzito non presenta certo difficoltà di lettura: sradica e
brucia fiori e piante, come l'uomo rovina il giardino della terra invece di
prendersene cura. La guerra, dunque. regna sovrana con la morte: la guerra di
oggi o appena di ieri, che entra nelle nostre case attraverso gli schermi
televisivi, oppure quella del passato. ormai consacrata dalla storia, la guerra
eterna. si direbbe, visto che l'uomo non sa rinunciarvi, come sembra dimostrare
proprio la storia.
La vena poetica di Chiellino scorre fluente, ma sempre con una
nobiltà di accenti che deriva dal respiro epico, dalla grande ricchezza di
immagini (la cui analisi particolareggiata richiederebbe un discorso a parte) e
dall'armonia del suono. Per dare un piccolo esempio è forse sufficiente
citare Gli occhi dei morenti, il componimento più breve: "Cercano luce gli
occhi dei morenti | prima che l'ombra li ghermisca e il tempo | pietrifichi
nell'attimo che lega | il luccichio dell'ora al buio eterno". Ma accanto alla
dimensione estetica del testo si percepisce ben presto l'importanza di quella
etica, e la conclusione lo sottolinea. L'Epilogo si chiude infatti con un
acrostico sul nome dell'autore. come a sovrapporre alla propria storia personale
la storia di stragi e di vittime innocenti. quasi a rappresentare iconicamente
il prendersene carico. E poi questo trionfo della guerra, questa guerra che dura
ab aeterno, pone inevitabilmente la questione del bene e del male nel mondo.
sicché dalla dimensione etica a quella religiosa il passo è breve. e la morte
può riguardare non solo il corpo, ma anche l'anima (l'Angelo Nero. appunto). La
domanda che ansiosamente si ripresenta nella poesia di Chiellino riguarda
l'esistenza/inesistenza di Dio; tuttavia fra cielo e terra è la dimensione
umana a prevalere, con il suo peso di carne e di sangue, di odio e di atrocità,
ma anche di amore.
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Recensione |
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Il giardiniere impazzito
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poesia
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| Autori |
| • | Giovanni Chiellino |
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Edizione:
Genesi Editrice
Torino 2001 |
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| Prefazione di Liana De Luca - pp. 106 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Vernice nr.20/2001
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