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Charles Guèrin: anima senza patria

Questa silloge poetica è l’incontro fra Ieri ed Oggi. Ma Ieri, cioè il poeta francese Guérin (1873-1907) è passato davvero da molto, moltissimo tempo, giacché gli ultimi trent’ anni (fine Anni Ottanta del secolo scorso a oggi) hanno corso con una tale velocità, mutando sì radicalmente la faccia del mondo e della società, da rendere gli Anni Settanta, Era Giurassica, senza voler esagerare!

Pertanto, un incontro come questo, fra due anime inquiete e solitarie, può essere davvero considerato un incontro al vertice, data la bellezza dei versi qui raccolti.

Orlandini, insegnante a riposo, e collaboratore di periodici di periodici e riviste letterarie sin dagli anni Sessanta, è anche poeta, e saggista sulla letteratura dell’Ottocento e del Novecento.Questo testo prova ampiamente la bravura e la profonda sensibilità di Orlandini, che, trascrivendo nell’originale francese i carmi di Guérin, un Leopardi d’Oltralpe, come modus scribendi e concezioni, offre poi al lettore delle traduzioni in italiano, nelle quali inserisce versi personali, quali spunti, sulla falsariga dell’originale, per commentare e completare un discorso già stupendo in partenza.

Non è facile un lavoro del genere.

Dire che sono rimasto colpito e commosso da una tale raccolta, non rende abbastanza l’idea.

Raramente, molto raramente, da che faccio il recensore, m’è capitato di leggere una raccolta poetica di sì alto valore, e ringrazio l’amico Francischetti per avermi dato il piacere di scoprire una tale meraviglia.

Di più non dirò, perché un simile incontro è un fatto strettamente personale e ognuno di noi, diverso da tutti gli altri, potrà giudicarlo secondo il proprio metro.

Aggiungerò solo che ne vale davvero la pena. E non faccio complimenti a caso!

Recensione
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