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La scomparsa di Lorenzo Bartolini

Lorenzo Bartolini, cinquantacinque anni, è morto in un incidente automobilistico il 16 maggio 2012, alla guida della sua vettura.

La scomparsa di Bartolini ha colpito profondamente, oltre ai parenti, gli amici e gli estimatori. Perché Lorenzo era uno scrittore di raro talento, letterariamente dotato, anticonvenzionale, profondo, capace di sorprendere sempre i suoi lettori.

Di solida formazione in area italiana e più ampiamente europea, aveva ulteriormente consolidato la sua cultura letteraria con un lungo soggiorno in Inghilterra.

Scriveva poesie, romanzi, favole e racconti. Praticava la critica, preferendo ultimamente quella d’arte a quella letteraria, dove per altro aveva dato validi contributi soprattutto nell’ambito della produzione narrativa anglosassone.

Nei suoi romanzi, anche per l’influenza dell’esperienza inglese, Bartolini preferiva il genere poliziesco, in storie originalissime nelle quali viene proposto ogni volta un evento criminoso risolto infine, attraverso l’intreccio di trame misteriose, da una o più persone (per esempio, Miss Stigler, in Il profilo della musa in rosso) che indagano sul delitto contro ogni tentativo di depistaggio e a scapito di chi vorrebbe nascondere la verità.

Ma la vera vocazione di Bartolini era la misura breve del racconto. E, tra i pochi scrittori di racconti, Lorenzo spicca, per misura e grazia di disegno, per acutezza di rappresentazione e per eleganza espressiva, autore di delicatissimi libri come: Le radici del filo rosso, Il sacchetto magico, Il ranuncolo e altri racconti.

Sono raccolte di piccole storie di grande suggestione, ambientate ai giorni nostri in una chiave psicoanalitica, con protagonisti tratti dalla quotidianità, giovani e meno giovani, ambiziosi o modesti, furbi o semplici, attenti o distratti, colti in quella fase esistenziale in cui si perdono i contorni della realtà e in cui appaiono incapaci di perseguire e realizzare quello che li affascina e trascina nella vita, ma sempre disposti a impegnarsi per quello che capita loro dentro lo spazio dell’ignoto. Oppure sono storie giocate sul fronte di una fantasia sbrigliata, a metà tra il riscontro realistico e l’accentuazione onirica, con protagonisti recuperati dalla tradizione favolistica ma reinventati secondo le esigenze del qui e adesso.

Sempre le singole storie riservano sorprese, e possiamo dire che si tratta, anche quando il riferimento è fiabesco, di un repertorio ben dentro la realtà, che fa luce su un mondo ed un’epoca che sono quelli nostri magari della porta accanto dentro cui si rovesciano desideri e timori, aspirazioni e delusioni, secondo una formula felice di trame e di figure, con una scrittura leggera, che conferma nell’autore un talento narrativo. Il senso della concretezza delle cose, della contemporaneità che il mondo vive… si costruisce così un breviario laico che, con la sua originalità di stile e una crescente tensione, trapassa perfino dentro un labirinto di impronta metafisica. Ci sono in queste pagine una finezza di psicologia e di scrittura, una sensibilità e una misura, che rendono il lettore partecipe dei misteri della vita.

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