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Presentazione a
La poesia è più viva che mai:
Il tempo dei nonluoghi
di Roberto Mosi

la Scheda del libro

Luigi Ruggeri

Quando mi capita di scrivere una prefazione o una presentazione di un libro di poesia mi accorgo ogni volta sempre più che essa sembra essere la forma d’arte meno adatta alla attuale civiltà del materialismo e della dissipazione, per un motivo fondamentale, semplice e banale: essa ha bisogno di particolare attenzione, cioè di silenzio, di concentrazione, di attiva partecipazione.

Non lascia spazio alla distrazione: trascurare anche una sola parola potrebbe compromettere il senso complessivo del discorso, come su un quadro una macchia che sfigura il paesaggio.

La poesia è un sogno, un’aspirazione, un desiderio che non trova le condizioni per realizzarsi; chiama in causa indirettamente la coscienza, ciò che nell’affanno della contemporaneità quotidiana a volte rimane inascoltato e si rivolge a quella parte del nostro essere che non si rassegna al cinismo della “realtà”.

L’essenza della poesia di Roberto Mosi, autore che ho conosciuto attraverso i Suoi scritti, consiste proprio in quel fenomeno misterioso (mito) che, se da una parte rappresenta la realtà così com’è, dall’altra rimanda a immagini e pensieri del come dovrebbe essere. “…Labirinto miraggio | il nulla, il tutto al centro | scomposizione del reale | seduzione dell’invisibile.”

Per quanto attiene al profilo letterario, Roberto Mosi, appartiene secondo il mio modesto giudizio a quella categoria di poeti, capaci di sacrificare, per taluni versi, le autentiche ragioni della poesia di fronte alla nuova visione dell’uomo e del mondo alla quale la parola poetica vorrebbe adeguarsi.

Sul piano strettamente legato al linguaggio, Egli ricorre spesso a frasi ridotte all’essenziale e un simbolismo che cerca il significato nascosto e simbolico delle parole. “...Ad Aqaba inizia il viaggio | nelle angosce del nostro tempo”. Il ricorso a figure di metafore, in Roberto Mosi, si esprime con accorgimenti stilistici in cui sono molto curate le scelte espressive, molto forti e chiare, come nella poesia“Apollo” “……Mi lascio andare alle onde, il fresco | dell’acqua accarezza il mio andare leggero”.

Ne consegue quindi, da una lettura attenta, uno stile impressionistico nuovo ed efficace che è tipico della migliore produzione poetica contemporanea italiana“……..Con la scatola dei sogni in mano | ho superato il cancello di ferro”.

Ecco quindi cosa muove, a nostro avviso, le pagine di Roberto Mosi, e cioè che in quel cruciale e temuto momento di passaggio si getta o si perde ogni maschera, mettendo a nudo finalmente se stessi, come se occorresse morire per riacquistare un barlume di vita.

Non c’è che dire! Questa di Roberto Mosi è “vera poesia”!
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