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Postfazione a
La mercenaria. Da Bianca Cappello ad Alvise Cassier
di Ferruccio Gemmellaro

la Scheda del libro

dott. Elvira Saccotelli
Biblioteca Museo Nazionale Castello di Manfredonia

Se in una moltitudine di individui amorfi e irreggimentati per raggiungere l’esclusivo obiettivo della popolarità e del facile consenso, c’è la possibilità d’incontrare un “diverso”, si vive l’emozione di un incontro significativo.

A distanza di otto anni dall’incontro con Ferruccio Gemmellaro, mi torna alla mente la sensazione iniziale di soggezione per un uomo di statura imponente, baffoni, occhi di fuoco e lineamenti marcati.

Apparentemente burbero, nasconde invece una natura generosa e sensibile che sa condividere con il prossimo il dolore, lo stupore, la gioia e la rabbia.

Ferruccio è un amico fedele che, sposando la causa dell’impegno sociale, utilizza la parola scritta per combattere le insopportabili violenze psicologiche e i soprusi cui è sottoposto l’uomo della società odierna.

Non è schiavo solo colui che è fisicamente costretto in spazi ridotti ma la schiavitù più pericolosa è quella che si raggiunge dando ascolto al modello di riferimento proposto dai media e proiettato esclusivamente, o quasi, al possesso di beni di consumo.

Per essere allineati alla proposta di riferimento si perde ogni capacità critica e ogni azione, anche la peggiore, rischia di passare inosservata o di apparire normale.

In queste acque stagnanti e putride le graffianti costruzioni lessicali del poeta-scrittore Ferruccio Gemmellaro scuotono la pigrizia della mente, suscitano immagini veristiche, fotografate con accurati giochi di ombre e di luci che, di volta in volta, evocano i ricordi del passato.

Non è mai a una memoria nostalgica ma essa è invece la fonte dove trarre la forza per ritrovare i sentimenti migliori dell’uomo, la sfera più intima, più profonda e meno contaminata, così da restare pienamente immersi nel mondo senza contrarre la malattia del “pensare comune”.

Si può lottare in svariati modi e per tempi diversi, Ferruccio lotta con le armi della cultura da moltissimi anni, forse da sempre e sono certa che continuerà a farlo con la tenacia che ho avuto modo di constatare in tanti anni di amicizia.

Materiale
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