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In quest'ultima opera, lo scienziato scrittore Veniero Scarselli si è scelto il ruolo dell'affabulatore, nell'interpretare la storia dell'umanità violenta e decaduta. Tutto il racconto, epicamente impostato secondo i canoni preferiti dal nostro autore, conserva un'aura di mistero e di arcano, che viene potenziata dal letterario espediente del diario ritrovato. Il seme dell'uomo, macchiato dal male e semidistrutto da un disastroso evento stellare, si salva fortunosamente trasferendosi sul pianeta Niobe. Qualcuno sopravvive allo scontro con l'astro, con una genia di orrendi mostri che tutto incendia, divora e distrugge. Con efficaci metafore Scarselli rappresenta la violenza, la guerra, la rovina fino alla totale eliminazione di ogni forma di vita. "Il vecchio mondo dell'Eden scomparve | ormai inghiottito dalle nebbie eterne". Però a questo punto s'inserisce l'avventura del giovane (miracolosamente sottratto ai massacri, vissuto in una grotta) che va alla ricerca del paradiso perduto. Sono pagine di una stupefacente delicatezza: la descrizione della valle conservatasi intatta si fa passione pura, vero e proprio simbolo di felicità primigenia, però destinata a finire, poiché la spirale del male si manifesta anche nell'eroe del bene. Si inizia con la conservazione dei semi, il cammino maledetto prosegue con la coltivazione, con la costruzione delle frecce di selce e con l'uccisione di animali inermi. Senza il provvido arrivo di una creatura celeste, dispensatrice di amore, la filosofia dell'avere prevarrebbe sul nobile sentimento dell'essere. Scarselli cita piu volte le opere fondamentali dell'umanità, prima tra tutte la Divina Commedia. Questo splendido lavoro sviluppa i concetti delle precedenti opere, come Ballata del vecchio capitano e Diletta sposa, rivelandoci un pregevolissimo poeta lirico, dai risvolti intimistici; un dono di autentica autobiografia.

Recensione
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