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Parole ricercate con il cuore

Riflessioni amare, temperate però in varie liriche da un ottimismo di fondo. È questo il senso della silloge che ha meritato il 3° Premio al Città di Pomezia 2016.

Domenico Defelice afferma, in prefazione: “La vita va accettata anche se ricca più di affanni che di gioie”, come si evince dai componimenti del poeta.

Dalle liriche emergono ritratti di umanità sofferente: i bambini e i vecchi, i giovani uccisi al Bataclan, le vittime delle droghe, delle guerre e delle ingiustizie. Però, in contrappunto, fioriscono versi tutti aperti al sentimento, al canto del cuore, al conforto dell’arte. “Nel silenzio l’Arte magica/ in silenzio trova parole guaritrici”.

L’autore “del grande libro della vita” rintraccia un’energia connessa al cosmo: “Sono i giochi e le danze del nostro vivere/ in pace e armonia, in libertà e amore”.

Il mondo sognato dal poeta è perennemente in contrasto con terribili eventi (l’Undici Settembre 2001 e il Tredici Novembre 2015): “Date come lance continuano/ a conficcarsi nella memoria”. È sempre più lontana l’invocata parola: “Una parola nuova di speranza/ che fa uso di perdono e misericordia”. Non resta che rinchiudersi in sé stessi, affidarsi alla bellezza della donna, dissetarsi allo scorrere di una salvifica pioggia.

Alla base della poetica di Pasquale Montalto c’è sempre la parola, la parola poetica che “Illumina la mente / e accarezza l’unicità dell’anima”.

Recensione
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